7 giorni a soli snack e prodotti sostitutivi dei pasti: l’esperimento di Nick Harding

Barrette colazione

Vivere una settimana a sole barrette e altri alimenti sostititutivi dei pasti è possibile? Ovviamente no. Ma c’ha provato lo stesso Nick Harding che ha voluto fare un esperimento sulla propria pelle: per 7 giorni si è nutrito esclusivamente di quegli snack alternativi, frullati e zuppe che promettono di essere ugualmente nutrienti rispetto a un pasto completo.

I supermercati, soprattutto in Inghilterra e Stati Uniti, sono ormai pieni di prodotti arricchiti con vitamine e sali minerali che promettono il vantaggio di avere, in un unico alimento, tutto ciò che serve al pari di un pasto equilibrato e naturalmente senza far ingrassare. Ma questi prodotti sono davvero una valida alternativa ad una dieta fatta di alimenti freschi? Domanda retorica, ma c’è da dire che in realtà anche sulle confezioni di questi prodotti c’è chiaramente scritto “non si sostituiscono ad una dieta sana ed equilibrata”.

Nick ha voluto comunque lo stesso vedere cosa accade se per 7 giorni si scambia la solita dieta sana con prodotti sostitutivi dei pasti. Vediamo allora come si è svolto il suo esperimento e quali sono stati i risultati.

sangue

Prima di iniziare, Nick si è sottoposto a degli esami del sangue che hanno confermato la sua ottima salute. E nonostante la dietista Phaedra Dihmis, a cui si era affidato per condurre il suo esperimento, gli avesse consigliato di evitare questa prova al suo fisico per il rischio di incorrere in carenze nutrizionali, squilibri intestinali, sbalzi d’umore e perché “alcuni di questi prodotti hanno poche calorie e fibre e un alto contenuto di proteine, zuccheri e sale”, l’uomo ha deciso di procedere secondo il suo piano che prevedeva un consumo di circa 1.800 calorie e un litro d’acqua al giorno.

PRIMO GIORNO

Una stecca di cioccolato a colazione, un brick di latte e 4 biscotti. Dopo due ore Nick ha fame e mangia una barretta proteica, a pranzo il pasto comprende una zuppa di pollo mentre la cena consiste in una polverina da aggiungere in acqua per creare una sorta di bevanda cruda a base di riso integrale, quinoa, semi di lino e frutta.

SECONDO GIORNO

La fame inizia a farsi sentire seriamente e Nick mangia i biscotti fortificati. Dopo 30 minuti trascorsi in palestra avverte di nuovo fame (di solito invece faceva tranquillamente allenamento per circa un’ora). Beve allora uno sciroppo istantaneao a base di fiocchi d’avena, latte in polvere, zucchero e proteine. Nonostante questo si sente sempre più stanco e affamato. Pranzo: zuppa di pollo. Pomeriggio mal di testa. Cena: un prodotto a base di farina cruda e salsa di Tabasco.

TERZO GIORNO

L’umore di Nick inizia a risentire della sua alimentazione. Si concede così una bevanda energetica al cioccolato a colazione ma il mal di testa non passa e, cosa forse ancora peggiore, il suo intestino si è bloccato e l’uomo si sente molto gonfio. Nonostante zuppe, torte alle zenzero arricchite e fiocchi d’avena, ogni poche ore ha sempre di nuovo fame. Iniziano anche tremori e debolezza. A cena di nuovo zuppa.

QUARTO GIORNO

A colazione ancora biscotti e bevande energetiche per Nick ma il mal di testa persiste e l’uomo inizia a sentirsi disidratato. Continua per tutto il giorno ad assumere i soliti alimenti fortificati sotto forma di snack, bevande e zuppe e l’intestino continua a gorgogliare.

QUINTO GIORNO

Dopo la solita colazione a base di prodotti sostitutivi e bevande su bevande nella speranza di carburare, nel pomeriggio Nick inizia ad agitarsi sempre di più e ha bisogno di sdraiarsi. Inizia a preoccuparsi per la propria salute e non riesce neppure a cenare tanto si sente male.

SESTO GIORNO

L’esperimento sta per finire e Nick non riesce neppure più a pensare a quegli alimenti che ormai lo hanno schifato e fa fatica a raggiungere le 1000 calorie giornaliere.

SETTIMO GIORNO

Sempre più provato e di fronte per l’ennesima volta agli stessi alimenti e bevande, Nick in serata conclude davvero molto provato il suo esperimento. Sta male, si sente depresso ed è preda di livelli molto alti di flautolenza.

RISULTATI

Vediamo cosa è uscito dalle analisi: i livelli di fosfati si sono ridotti. Phaedra Dihmis spiega che livelli bassi di fosfati si trovano spesso in pazienti malnutriti. Il colesterolo anche è sceso, sembra una buona notizia ma non è così. Come ha spiegato il dottor Martin Whyte, docente di medicina metabolica presso l’Università Surrey, la riduzione è principalmente dovuta ad un abbassamento dei livelli di colesterolo ‘buono’, HDL ovvero del colesterolo protettivo.

Nick si sentiva ogni giorno stanco e insoddifatto, la sua energia era sempre a bassi livelli. Questo, spiegano gli esperti, è dovuto al fatto che, nonostante questi cibi siano ricchi di vitamine e sali, sono esageratamente pieni di zucchero. Con questo tipo di alimentazione l’uomo stava quindi sbilanciando i livelli di zuccheri nel sangue e di conseguenza l’utilizzo di glucosio nel suo corpo, sottoponendo il suo organismo ad un forte stress.

Un’esperienza decisamente da non ripetere quindi!

Francesca Biagioli

Foto: @Carl Fox
Fonte: greenme.it

Condividi questo articolo