Alimentazione, studio su Foods: dieta vegana è la più sostenibile

Cibo spazzatura

Nessuno dice che dovremmo diventare tutti vegani. Ma un dato sembra ormai abbastanza certo: la dieta vegana è quella che ha un minore impatto sull’ambiente, quella che consuma meno risorse naturali (acqua, energia, suolo). Lo conferma uno studio scientifico sull’impatto ambientale dell’alimentazione umana, pubblicato sulla rivista Foods: la dieta 100% vegetale ha un impatto inferiore a quella onnivora di quattro volte e mezzo, mentre carne, latticini e uova hanno un impatto 17 volte superiore ai cibi vegetali.

I risultati della ricerca sono rilanciati dal NEIC – Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione. L’articolo di riferimento è scritto da autori italiani (“Impatto ambientale totale di tre schemi dietetici in relazione al contenuto di cibi animali e vegetali”) e confronta l’impatto ambientale di tre diversi tipi di dieta: quella vegan (100% vegetale), la dieta latto-ovo-vegetariana (che include latticini e uova ma esclude ogni tipo di carne e pesce), e quella onnivora. Il risultato dimostra come la dieta che ha il minore impatto sia quella vegan.

L’articolo usa un metodo di analisi che valuta l’energia usata (in termini di attività di produzione dei cibi) e l’impatto dei cibi che compongono la dieta esaminata, sulla base degli alimenti consumati in una settimana e delle indicazioni per una dieta salutare che vengono dalle linee guida del Dipartimento per l’agricoltura statunitense (con un particolare: nelle linee guida il consumo di carne è inferiore rispetto alla dieta onnivora comunemente diffusa in Occidente). Per ciascuna dieta viene dunque ricavato un punteggio totale (o single score) tanto più alto quanto maggiore è l’impatto sull’ambiente.

Risultato? Come sintetizza il NEIC, considerata una dieta da 2400 calorie emerge che “il single score della dieta vegan è di 0,95, quello della latto-ovo-vegetariana è 2,7 e per l’onnivora abbiamo 4,41. Confrontandole tra loro, l’impatto della LOV è 2,8 volte maggiore (vale a dire, è il 280%) di quella vegan; l’impatto dell’onnivora è 4,63 volte (il 463%) quello della dieta vegan”. I dati indicano quindi che la dieta vegana è quella più sostenibile, ma in qualche modo – precisa il Centro di ecologia della nutrizione – sono pure sottostimati: “Si tratta di numeri molto significativi, a indicare quanto più sostenibile sia una dieta 100% vegetale. Ma i risultati di questo studio non si fermano qui, perché va sottolineato che la dieta onnivora suggerita dalle linee guida NON è la dieta onnivora media consumata nei paesi industrializzati: le diete latto-ovo-vegetariane e onnivore che rispettano le linee guida sono largamente basate sui vegetali, al contrario di quanto accade per le diete reali (sia onnivore che latto-ovo-vegetariane) – informa il NEIC – Solo per questo motivo i numeri risultanti dal confronto con la dieta vegan sono relativamente bassi: certo, l’impatto della dieta onnivora già così è 4,63 volte tanto rispetto a quella vegan, e non è poco, ma tale differenza in realtà è molto maggiore per le diete onnivore abituali dei paesi industrializzati”.

Un altro elemento da sottolineare è che le tre diete hanno in realtà un 81% di contenuti comuni, formati da ingredienti vegetali: si differenziano solo per un 19% di ingredienti rappresentati per la dieta vegana da vegetali, per quella latto-ovo-vegetariana da latticini e uova, e per quella onnivora da carne, pesce, latticini e uova. Se si analizza dunque il diverso impatto delle differenze, emerge che la componente animale nella dieta onnivora, anche se è solo il 19% del peso totale del cibo in essa contenuto, è responsabile di una percentuale molto più alta di impatto ambientale: dal 73% all’83%. Non solo: il punteggio totale calcolato solo sul 19% di ingredienti che differenzia le tre diete evidenzia che la dieta ovo-vegetariana ha un impatto 9,2 volte superiore a quella vegana, quella onnivora ha un impatto superiore di 17,3 volte.

Conclusioni? Spiega il Centro di Ecologia della Nutrizione: “Secondo gli autori dello studio, i loro risultati confermano quelli raggiunti negli ultimi anni da altre ricerche nello stesso campo e mostrano che ‘l’impatto ambientale di una dieta è legato soprattutto al consumo di cibi animali’. E aggiungono: ‘Questo è vero da ogni punto di vista: cambiamenti climatici, consumo di energia, di acqua, di suolo, smaltimento delle deiezioni, deforestazione, uso di sostanze chimiche”. Senza dimenticare le conseguenze sociali, vale a dire “la possibilità di nutrire tutti gli abitanti della Terra’”.

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