Alimenti e bevande, Ministero Salute: irregolarità in aumento

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Su oltre 110 mila campioni analizzati, le irregolarità sono state pari all’1,8% e sono in aumento rispetto agli anni precedenti. Le contaminazioni microbiologiche più diffuse sono legate alla presenza di Salmonella, di Listeria e di elevate cariche batteriche ed E.Coli soprattutto in prodotti a base di carne, piatti preparati e prodotti di panetteria, mentre per le contaminazioni chimiche si segnalano soprattutto i residui di fitofarmaci su frutta e verdura.

Questi alcuni dei risultati della Relazione Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – anno 2013 trasmessa al Camera e Senato il 17 settembre scorso. “Il controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande ha la finalità di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica, a proteggere gli interessi dei consumatori ed assicurare la lealtà delle transizioni commerciali”, spiega il Ministero della Salute. Nel 2013 sono stati fatti 327.021 controlli (contro i 319.650 del 2012 e i 358.196 del 2011). Le unità con infrazioni sono state 52.395 contro le 50.780 del 2012 e le 53.180 del 2011. Nei laboratori sono stati analizzati 110.017 campioni (erano 124.845 nell’anno precedente e 118.603 nel 2011) e le irregolarità sono risultate pari all’1,8%, in aumento rispetto agli ultimi due anni (1.4% e 1,3% rispettivamente).

Il documento evidenzia che sono state riscontrate numerose irregolarità nell’igiene generale, del personale e dell’HACCP. Queste carenze sono emerse nel corso delle attività ispettive svolte sia dalle ASL che dai Carabinieri per la tutela della Salute, che hanno attivato il sistema di allerta anche a seguito di lamentele dei consumatori. Oltre a Salmonella e Listeria, le contaminazioni microbiologiche sui campioni analizzati dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali evidenziano che la contaminazione più frequente è genericamente rappresentata da un’elevata carica batterica e altri patogeni (E. coli, Yersinia enterocolitica) in prodotti a base di carne. Contaminazioni da Stafilococchi ed E. coli ci sono anche in prodotti lattiero caseari, seguiti da E. coli nella categoria pesci, crostacei e molluschi. Nelle Arpa e nei laboratori delle Asl le principali contaminazioni microbiologiche “altre” riguardano soprattutto E. coli, Stafilococchi e muffe, principalmente rilevate nei piatti preparati,  cereali e prodotti della panetteria.

Fra le contaminazioni microbiologiche, negli ultimi anni si segnala per la Listeria monocytogenes un aumento soprattutto per piatti preparati e carne e prodotti a base di carne mentre una diminuzione è riscontrata per i prodotti lattierocaseari; per la salmonella, invece, i casi più diffusi riguardano i prodotti a base di carne e uova, mentre si assiste ad una diminuzione, negli ultimi due anni, nei vegetali (come peraltro evidenziato anche dall’analisi delle notifiche di allerta RASFF), nonché in zuppe e brodi e in piatti preparati.

Per le contaminazioni chimiche, invece, le maggiori irregolarità rilevate, oltre alle micotossine e ai metalli pesanti, sono rappresentate principalmente dai residui di fitofarmaci su frutta e verdura e dalla presenza di allergeni non dichiarati in etichetta. Per le micotossine, negli ultimi anni c’è stato un aumento dei casi segnalati fra i cereali e i prodotti di panetteria, mentre rispetto al 2012 vi è una diminuzione di non conformità nella frutta secca, mentre per i metalli pesanti c’è una diminuzione di non conformità nei prodotti della pesca e un aumento per le migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, nel vino e nella frutta e verdura.

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