Arsenico acqua Roma: MDC propone l’annullamento delle bollette

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A Roma c’è l’arsenico nell’acqua e non puoi utilizzarla? Le bollette non le dovresti pagare. La rete idrica, vecchia quanto il mondo, è bella piena zeppa di amianto? Le bollette non le dovresti pagare. È così che avanza la sua proposta il Movimento difesa del Cittadino, quella dell’annullamento delle bollette per i cittadini del Lazio coinvolti nella storia infinita di contaminazione dell’acqua pubblica.

 

Il movimento si fa portavoce di una serie di quesiti posti dai consumatori in merito all’emergenza romana dell’acqua all’arsenico. Che il provvedimento di divieto di utilizzo dell’acqua sia stato adottato in base a un principio di prevenzione che cosa significa? “E perché si fa sapere che da due anni sulle bollette delle proprie utenze è riportata la dicitura ‘acqua non potabile’? Di quanto sono stati superati i limiti di legge?”.

Insomma, nonostante, rispetto a qualche anno fa quando un’indagine epidemiologica dava 1 milione di abitanti a rischio di tumore per il consumo di acque all’arsenico, nel Lazio siano stati introdotti in molte aree dei potabilizzatori, in alcuni zone del viterbese, per esempio, non c’è una sufficiente fornitura di acqua depurata e in alcuni centri sono ancora le autobotti ad erogare acqua potabile.

Ancora bollette da pagare, in buona sostanza? “L’ordinanza del Comune parla di divieto di utilizzo dell’acqua per il consumo umano, ovvero non solo quella destinata ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande ma anche quella destinata ad altri usi domestici. Questo significa che si tratta di acqua non fruibile per tutte le attività domestiche. Pertanto MDC valuterà la possibilità di chiedere l’annullamento e lo storno delle bollette già emesse e da emettersi “, annuncia l’avvocato Francesca Giglio della sede Roma Nord del Movimento Difesa del Cittadino.

“I cittadini romani hanno necessità di trasparenza oltre che di una adeguata garanzia e tutela della salute. Occorre controllare in modo chiaro e tempestivo i livelli di superamento dei limiti di arsenico nell’acqua previsti dalla legge e darne immediata comunicazione agli utenti. E’ necessario anche individuare le eventuali responsabilità e gli obblighi specifici in merito dell’amministrazione capitolina che è tenuta a comunicare, previa idonea valutazione, il rischio per la salute dei cittadini di Roma”, affermano Silvia Biasotto del Dipartimento Sicurezza alimentare e l’avvocato Giglio.

 

Infine, l’associazione chiede che i cittadini vengano periodicamente informati dei parametri qualitativi dell’acqua in bolletta anche sul sito web del Comune di Roma per garantire la più ampia diffusione.

E così che dovrebbe accadere, non credete? Una costante informazione, un monitoraggio partecipato con tutti i cittadini, un loro sgravio dalle tasse non appena c’è un clamoroso disservizio. La storia si ripete, a Roma con l’acqua, come a Napoli con le ennemila emergenze spazzatura. Qui si cammina sulla munnezza, ogni santo giorno, come zombie. E siamo la città con la tassa sulla spazzatura tra le più alte d’Italia. È giusto così?

Germana Carillo

Fonte: greenme.it

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