Biologico, inchiesta Altroconsumo smentisce alcuni miti

Un fatturato da record, un mercato che è cresciuto anche in anni in cui si registravano continue contrazioni dei consumi: stiamo parlando del biologico, diventata una vera passione degli italiani. Ma più di qualcuno si sarà chiesto: frutta e verdura biologiche sono davvero più ricche di nutrienti e più salutari? L’inchiesta di Altroconsumo sfata questo mito (e nonostante le accuse ribadisce i risultati ottenuti in laboratorio).

Il metodo bio utilizza pratiche quanto più possibile sostenibili, cercando di prevenire la perdita della biodiversità e l’impoverimento del suolo, facendo ruotare le coltivazioni, selezionando specie e varietà resistenti a malattie, parassiti ed erbe infestanti. Infatti l’uso di pesticidi nelle coltivazioni biologiche è soggetto a rigorose restrizioni, ma non è in assoluto vietato.

Ed è proprio su questo punto che si è inserita l’inchiesta di Altroconsumo: l’Associazione ha portato in laboratorio 100 campioni di frutta e verdura (fragole e mele, pomodorini e carote), acquistati in una ventina di punti vendita di diverso tipo tra Milano e Roma.

I risultati sono stati sorprendenti: sotto il profilo della composizione nutrizionale, tra ortofrutta tradizionale e quella bio non ci sono praticamente differenze. Contenuto di vitamine, antiossidanti e minerali sono pressoché identici.

Anche sui pesticidi le analisi hanno riservato delle sorprese: nei prodotti convenzionali, effettivamente, c’è una maggiore presenza di residui di fitofarmaci, ma in quantità di gran lunga inferiori ai limiti tollerati dalla legge. Ma nelle carote bio è risultata una quantità di nitrati 2 volte maggiore rispetto a quelle tradizionali.

La conclusione cui è giunta l’Associazione: “Chi sceglie il bio per motivi salutistici sappia che spende di più per una ragione infondata. Non sempre, infatti, questi prodotti hanno un’influenza positiva sulla salute di chi li consuma. Se invece la preoccupazione sono i pesticidi bastano pochi semplici accorgimenti in più, come variare, lavare, sbucciare e cuocere frutta e verdura, per eliminiarne la maggior parte.

Quest’inchiesta ha suscitato delle polemiche cui Altroconsumo risponde ribadendo i risultati ottenuti dalle proprie analisi: i dati di laboratorio smentiscono chi sostiene che i prodotti biologici offrono un maggior apporto nutritivo di quelli non bio. Quanto ai residui di pesticidi, le concentrazioni riscontrate dal laboratorio nell’ortofrutta convenzionale sono minori di quanto si pensi: da 10 a 100 volte sotto i limiti di legge.

Infine, l’Associazione ribadisce di non aver fatto alcuna propaganda ai prodotti tradizionali.

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