Bonifici dall’estero, Konsumer Italia: dal 1° febbraio scatta ritenuta al 20%, ma nessuno lo sa

Euro spiccioli

Dal 1° febbraio 2014 ricevere bonifici dall’estero diventa una cosa complessa: su tutti i bonifici provenienti dall’estero a favore di una persona fisica è applicata una ritenuta automatica del 20%. Lo prevede la Legge 97/2013, varata dal Governo Letta come “monitoraggio fiscale” sui flussi di denaro derivanti da redditi da capitale o da altre attività estere di natura finanziaria.

Per evitare questa trattenuta, il contribuente ha la facoltà di certificare che il reddito non ha una natura finanziaria (ad esempio se il bonifico derivi da rapporti di lavoro autonomo): deve trasmettere alla sua banca un’autocertificazione e altra documentazione idonea a dimostrare ciò.

“Il problema è che tale previsione è praticamente ignota non solo alla stragrande maggioranza degli interessati, ma pure agli stessi istituti di credito – denuncia Antonio Caricato del settore Credito e finanza di Konsumer Italia – E questo perché non serve alcun incarico di riscossione: la banca deve prelevare anche senza informare il cliente. Il problema, ovviamente, non è la ritenuta, ma il fatto che prima si verrà tassati e poi, forse, ci verrà detto il perché. Se la ritenuta non fosse dovuta, il contribuente potrà chiedere il rimborso”.

“Questa norma è passata silenziosamente solo su alcuni giornali specializzati ed è dunque sconosciuta probabilmente a gran parte dei contribuenti che nelle prossime settimane rischiano di ritrovarsi i propri bonifici decurtati di un quinto, anche perché le banche stesse non sembrano avere le idee chiare. Inevitabilmente si scateneranno le richieste di rimborso di una ritenuta non dovuta, che dovrà essere inoltrata alla stessa banca o allo Stato, che come noto non è velocissimo nel rimborsare i suoi creditori. Intanto che l’iter burocratico faccia il suo corso, però, il contribuente si ritroverà con una parte del proprio reddito ingiustamente non disponibile, in attesa di un rimborso che arriverà chissà quando. La possibilità che qualcuno, nei prossimi mesi, si ritrovi con il conto decurtato retroattivamente a causa della scarsa informazione, è pertanto elevatissima”.

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