Carte fedeltà, UNC: attenzione ai rischi (per la privacy e non solo)

carte

Prima c’erano i talloncini da incollare sulla tabella di cartone, oggi ci sono raffinati programmi multi partner (che oltre ai tradizionali supermercati riguardano i distributori di carburante, le compagnie aeree, gli operatori telefonici, la paytv e molto altro) in  cui l’accredito dei punti avviene su un conto elettronico e alla scadenza si ha diritto ad un premio, ad un buono acquisto o a sconti fedeltà. E’ questa l’evoluzione delle carte fedeltà tracciata dall’Unione Nazionale Cosnumatori che mette in guardia i consumatori dai rischi di queste carte.

“Quando si aderisce ad un programma fedeltà è bene non farsi prendere dalla fretta: è bene leggere con calma il contratto (assicurandosi, ad esempio, che non ci siano clausole vessatorie come ‘non si assicura la disponibilità dei premi’); non acconsentire a tutte le opzioni presenti (se non si vuole ricevere spamming) e verificare la consistenza dei premi (controllando che non si tratti di prodotti difettosi, linee di seconda scelta o fuori commercio)” ha spiegato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Qualche volta i vantaggi delle carte fedeltà -spiega l’avvocato Dona- sono reali, l’importante è che non si degeneri in una dipendenza per cui alcuni consumatori comprano in maniera compulsiva pur di accaparrarsi un inutile premio. Senza contare l’importanza della tutela della privacy; quando si compila il questionario per ottenere la tessera fedeltà ci sono tre caselle da barrare: con la prima si acconsente a fornire i dati anagrafici per ricevere la carta, con la seconda si accetta di ricevere le offerte promozionali e con la terza si permette che le proprie abitudini siano registrate per le ricerche di mercato. Soltanto la prima, dunque, è obbligatoria”.

Condividi questo articolo