Cenone 2014, Consumatori: il menu si adatta alla crisi

Quanto costa il menu delle feste? In media, rispettando i diversi piatti della tradizione, poco meno di 200 euro a famiglia. I costi infatti sono saliti ancora un po’ rispetto allo scorso anno. Ma il menu delle feste si può adattare alla crisi: se si vuole risparmiare, basta scegliere di portare in tavola pesce meno costoso e vino di qualità ma un po’ più economico, afferma Federconsumatori, mentre l’Adoc sottolinea che quest’anno è comunque in aumento l’acquisto di prodotti locali e a chilometro zero.

I costi di un menu classico e tradizionale, compresi i piatti più pregiati, quest’anno sono ancora ritoccati al rialzo: più 1% sul cenone di Natale e più 2% su quello di Capodanno. Sono i dati diffusi dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori che ha monitorato i costi del cenone della Vigilia e di Capodanno.

“A causa della forte riduzione del proprio potere di acquisto, non tutti potranno permettersi il classico cenone all’insegna del pesce fresco e del buon vino – spiegano Federconsumatori e Adusbef – Molte famiglie saranno costrette, anche quest’anno, a modificare il proprio menu, portando in tavola dei prodotti più economici, ma sempre “tradizionali”. Invece di mangiare la spigola, si sceglieranno pesci più “poveri” (di costo, ma non di valori nutrizionali), come la trota o lo sgombro. Anche per il vino, si sceglieranno prodotti, sempre di buona qualità, ma più economici”.

Una simulazione sui costi del cenone di Natale per una famiglia di genitori, due figli e nonni dice che la spesa media ammonterà a 32 euro a persona, pari a 192 euro in tutto, se si sceglie la versione più “ricca” con la spigola, la zuppa di pesce e il vino doc mentre un menu “anticrisi” con pesce e vini più economici costerà circa 15 euro a persona, per un totale di 94 euro a famiglia, pari al 51% in meno rispetto al menu classico. Per il cenone di Capodanno la spesa media sarà di circa 40 euro a persona, 242 euro a famiglia, se si porta in tavola un menu ricco con salmone e orata, mentre il menu con prodotti più economici costerà in media circa 26 euro a persona per un totale di 155 euro a famiglia, pari al 36% in meno rispetto al menu classico. Saranno invece pochissime le famiglie che decideranno di festeggiare fuori casa, presso ristoranti e agriturismi: a Capodanno solo 1 famiglia su 6 cenerà fuori casa, a Natale appena 1 famiglia su 8.

Secondo l’Adoc cresce in media del 2% il costo per un cenone natalizio ma il dato positivo è che c’è una maggiore tendenza ad acquistare prodotti locali e sostenibili, interamente Made in Italy. L’associazione ha diffuso, nell’ambito della campagna #RegaloSicuro, un decalogo antispreco: sotto le feste c’è il rischio che venga sprecato ben il 30% dei prodotti acquistati, pari a un biglietto di 50 euro che finisce dritto dritto nel cassonetto dei rifiuti.

Per i cenoni natalizi abbiamo registrato un rialzo dei consumi di prodotti regionali e locali, a Km Zero, in nome del risparmio e della sostenibilità – ha detto Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – nonostante i costi per la spesa alimentare siano cresciuti del 2% rispetto al 2013, per un totale di circa 180 euro a famiglia. La riscoperta dell’agricoltura italiana si contrappone alla diminuzione di prodotti esteri, come lo champagne, o esotici, in primis la frutta.  Stimiamo anche un aumento del consumo di prodotti equo-solidali e di prodotti acquistati tramite i GAS (gruppi d’acquisto solidali) segno di una rinnovata coscienza etica da parte dei consumatori italiani. Da quest’anno il Natale sarà caratterizzato anche da una maggiore sicurezza alimentare dovuta all’introduzione della nuova etichettatura degli alimenti, in vigore dallo scorso 13 dicembre. Una norma che, complessivamente, innalza il livello di sicurezza dei prodotti ma che pecca nell’assenza dell’indicazione dello stabilimento di produzione. E’ una grave carenza che ci auguriamo possa essere rapidamente sanata, in quanto garantirebbe ancora di più sulla reale provenienza dei prodotti, tutelando maggiormente quelli Made in Italy.”

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