Clima, Greenpeace: dal G7 passi avanti nella lotta ai cambiamenti climatici

Sono giornate importanti per la salute del nostro pianeta: in questi giorni attori internazionali si confrontano su clima e ambiente, cercando di tracciare la strada giusta per il prossimo futuro. Ieri si è svolto il G7 di Elmau e i 7 Paesi più industrializzati del pianeta hanno fatto passi avanti nella lotta ai cambiamenti climatici, in vista della Conferenza sul Clima che si terrà a dicembre a Parigi, dove i Paesi di tutto il mondo avranno l’opportunità di siglare un ambizioso accordo globale a difesa del clima, garantendo una transizione del sistema energetico verso un futuro 100% rinnovabile per tutti.

Il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, Luca Iacoboni, commenta: “Finalmente si sta affermando la visione di un futuro energetico 100% rinnovabile. Le decisioni prese dai leader presenti al G7 indicano chiaramente che occorre abbandonare completamente fonti energetiche inquinanti e pericolose come carbone e petrolio entro il 2050. L’azione congiunta dei Paesi europei che hanno partecipato al G7 e del Presidente statunitense Barack Obama è riuscita a evitare che Giappone e Canada continuassero a bloccare i progressi nella lotta contro i cambiamenti climatici”.  Ciò nonostante, alcuni leader presenti al G7 hanno lasciato la porta aperta a “false soluzioni” come il nucleare e i sistemi di cattura e stoccaggio della CO2, tecnologie altamente rischiose.

“Da Elmau arriva un messaggio chiaro, ora attendiamo politiche nazionali coerenti anche da parte del governo italiano – continua Iacoboni – Matteo Renzi non può annunciare al G7 di voler contrastare i cambiamenti climatici e poi autorizzare le trivellazioni in Italia, affossando al contempo il mercato delle rinnovabili. Ci aspettiamo un radicale cambiamento nella politica energetica nazionale, dobbiamo progressivamente abbandonare le fonti fossili e puntare su efficienza energetica e rinnovabili”.

E tra qualche giorno c’è un altro appuntamento importante: la riunione del Consiglio europeo dell’ambiente del prossimo 15 giugno, che avrà come oggetto la revisione della direttiva sui limiti alle emissioni nazionali (NEC). Le associazioni che aderiscono allo European Environmental Bureau hanno scritto ai rispettivi Ministri dell’Ambiente per rimarcare la necessità di un’azione più decisa per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria in Europa. Legambiente e Cittadini per l’aria, insieme ad altre 13 associazioni italiane, hanno indirizzato al Ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti una lettera che sottolinea che “la direttiva sui limiti alle emissioni nazionali è uno strumento unico e importante per ridurre le emissioni atmosferiche in tutto il continente europeo. Mancando questa, gli sforzi messi in campo dai singoli paesi per migliorare la qualità dell’aria rischiano di essere pregiudicati dalle emissioni che provengono altrove. Una direttiva ambiziosa invece consentirà di ottenere benefici socio-economici”.

Tra le richieste più pressanti delle associazioni ai ministri c’è il rafforzamento degli impegni di riduzione delle emissioni al 2030 al fine di raggiungere l’obiettivo di qualità dell’aria dell’UE che consenta di avere “livelli di qualità dell’aria che non comportino impatti negativi significativi e rischi per la salute umana e l’ambiente”; ulteriori impegni di riduzione delle emissioni giuridicamente vincolanti per il 2025; e la garanzia di una maggiore coerenza tra gli obiettivi dei diversi atti legislativi dell’UE in materia di aria.

Desta preoccupazione la possibilità che il Consiglio europeo elimini dall’ambito di applicazione della direttiva il metano, potente gas a effetto serra, che secondo le associazioni deve, invece, essere presente nel testo per ridurre la formazione dell’ozono, con impegni di riduzione del metano dovrebbero essere fissati anche per il 2020 e il 2025, non solo per il 2030 come nella proposta della Commissione. Infine, le associazioni esse sottolineano la necessità di includere il mercurio nella direttiva NEC in quanto inquinante tossico e fortemente transfrontaliero, responsabile di danni alla salute e agli ecosistemi.

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