“Colesterolo, una questione di famiglia”, presentato progetto di Cittadinanzattiva

Un’indagine sull’ipercolesterolemia familiare per far luce su una patologia che ad oggi risulta ancora sotto-diagnosticata. In Italia, ad esempio, la Società Europea di Aterosclerosi (EAS) stima un tasso di diagnosi inferiore all’1%, a differenza di Norvegia e Olanda dove la diagnosi raggiunge il 43% e il 71%. Cittadinanzattiva promuove il progetto “Colesterolo, una questione di famiglia”, per condurre un’indagine civica attraverso le reti del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici, realizzata grazie al contributo non condizionato di Sanofi.

Il progetto è stato presentato oggi a Roma con l’obiettivo di far luce su una patologia ad alto impatto clinico e sociale, sull’attuale qualità delle cure e sulle criticità nella sua gestione. Rivolto ai pazienti e compilabile anche online sul sito www.cittadinanzattiva.it, da giugno a settembre, l’ indagine valuta i seguenti temi: le dislipidemie e l’ipercolesterolemia familiare, le difficoltà della persona e della famiglia, la prevenzione, la diagnosi, il percorso di cura, la gestione e il monitoraggio della patologia, la terapia e l’umanizzazione delle cure.

“Solo ciò che è misurabile è migliorabile. E l’indagine civica sull’ipercolesterolemia familiare ha proprio questo scopo: produrre evidenze, dal punto di vista dei cittadini e dei pazienti, sull’attuale organizzazione dei servizi, sulla capacità di presa in carico, sulle difficoltà che pazienti e familiari devono affrontare nella vita quotidiana dentro e fuori i servizi sanitari – afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva – Vogliamo non solo scattare una fotografia dello stato attuale delle cose, ma offrire anche strumenti e suggerimenti per superare le difficoltà che incontrano le persone con questa patologia e i loro familiari. Lo faremo insieme alle associazioni di pazienti, che saranno protagoniste in questa attività, e alle società scientifiche che ci aiuteranno a mettere meglio a fuoco la realtà”.

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