Compravendite, le novità del 2014: cala imposta di registro in quelle tra privati

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Chi compra casa nel 2014 pagherà meno tasse. Dal 1° gennaio, infatti,è entrata in vigore la riduzione dell’imposta di registro in caso di compravendite tra privati che passa dal 3% al 2%. Quando il venditore è un’impresa, invece, c’è un leggero aumento della tassa. A ricordare le novità è Altroconsumo che fa qualche calcolo.

 

L’imposta di registro si paga se chi vende la casa è un privato, un’impresa non costruttrice che non ha eseguito i lavori di ristrutturazione, oppure un’impresa costruttrice che vende dopo 5 anni dalla data di ultimazione dei lavori. L’imposta di registro mantiene l’agevolazione che prevede che il calcolo di quanto bisogna pagare venga effettuato sul cosiddetto “prezzo valore”, basato sulla rendita catastale. Il “prezzo valore” si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicando quanto ottenuto per 110 (acquisto prima casa) o per 120 (acquisto seconda casa).

Nel caso di compravendita da un’impresa, l’imposta di registro (così come anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale) sale da 168 euro a 200 euro (anche se non è prima casa).

Nel caso di compravendita da privato l’imposta di registro scende al 2% (dal 3%) con un importo minimo pari a 1.000 euro (per tutti gli altri casi, non acquisto di prima casa, l’aliquota sarà del 9%); per l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale l’importo è pari a 50 euro (ognuna).

I criteri di applicazione dell’Iva, invece, sono rimasti invariati: si paga l’Iva se chi vende la casa è un’impresa costruttrice (o di ristrutturazione) che vende entro 5 anni dalla fine dei lavori (o successivamente, nel caso in cui entro tale termine l’immobile sia stato locato per almeno 4 anni in regime di edilizia residenziale convenzionata). L’Iva si applica al prezzo di acquisto dell’immobile dichiarato nell’atto notarile.

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