Conservazione alimenti – Al supermercato

frigo

Quante volte siamo rientrati in casa di corsa, accaldati sotto il peso delle borse della spesa e con la testa gia’ proiettata su altre ‘faccende’ da sbrigare. La prima cosa che facciamo e’ gettare tutto convulsamente nel frigorifero e nella dispensa, senza badare troppo ai nostri gesti.

Stessa cosa quando sparecchiamo la tavola e riponiamo quanto resta di commestibile senza troppo curarci di come, dove e quando. Eppure la corretta conservazione dei cibi e’ una ‘faccenda’ da non sottovalutare, soprattutto perche’ ci aiuta ad evitare lo spiacevole incontro con tre poco simpatici batteri: salmonella, stafilocco e botulino. I primi due provocano sintomi simili, generalmente dissenteria e vomito, si tratta di fastidiose tossinfezioni alimentari pero’ curabili e risolvibili. Il terzo, il botulino, e’ piu’ raro ma anche piu’ insidioso e pericoloso perche’ in alcuni casi puo’ risultare letale. Ma di questi tre batteri e delle relative precauzioni parleremo piu’ avanti.


In fondo si tratta di fare un minimo di attenzione e di acquisire, come sempre, qualche sana abitudine. Naturalmente tutto comincia al supermercato… Primo passo: osservare cosa acquistiamo e pensare alle quantita’ di cui effettivamente necessitiamo.

Se ci serviamo ad un banco dei freschi, per esempio di salumi e formaggi, occorre sbirciare dietro il bancone e capire se gli alimenti deperibili sono conservati correttamente, se chi ci serve utilizza attrezzi puliti e li mantiene tali. Se acquistiamo carne e pesce dobbiamo cercare di assicurarci della freschezza del prodotto, valutandone sempre colore, odore ed aspetto. Vediamo per esempio come riconoscere il pesce fresco. L’odore intanto non dev’essere troppo intenso, la carne deve risultare soda e il corpo rigido o in posizione arcuata.

Le branchie non devono essere grigiastre bensi’ rosate o rosse e le squame devono essere ben aderenti al corpo dell’animale. Infine l’occhio: sporgente, con la pupilla nera e la cornea trasparente. La freschezza del pesce, cosi’ come della carne, e’ fondamentale non solo se si consumano subito ma soprattutto se si pensa di congelarli. Per tutti i prodotti confezionati dai latticini allo scatolame vario, occorre controllare data di scadenza e stato della confezione.

Evitate di scegliere barattoli il cui tappo si presenta sollevato nel centro, lattine con ruggine, ammaccate o con rigonfiamenti, scatole rotte o comunque non perfettamente integre. Per frutta e verdura evitate prodotti vistosamente ammaccati o ammuffiti – ci sono anche questi! – e abbiate anche cura di verificare che non odorino ‘di vecchio’. Un accenno al ‘quanto’: meglio acquistare in piccole quantita’ e rifornirsi poi all’occorrenza, di volta in volta – siamo coscienti di quanto possa risultare scomodo e controcorrente questo consiglio in un’epoca come la nostra che soffre proprio di mancanza di tempo.

Conservazione alimenti – Dentro il frigorifero

Una volta riempito il carrello, si tratta poi di riporne il contenuto al posto giusto e per il tempo ‘utile’. Oggi parlare del tempo di conservazione di un prodotto non e’ affatto facile considerando che processi di produzione, lavorazione, trasformazione etc. hanno ormai dilatato questi tempi.

In generale pero’, a parte quegli alimenti confezionati che riportano la data di scadenza, e’ utile sapere che carne e pesce freschi andrebbero conservati in frigorifero non oltre i 2/3 giorni. Per la carne il discorso cambia in base al taglio, perche’ si va da quella trita che sarebbe meglio cucinare entro un giorno, al pezzo – per esempio quello ‘da arrosto’ – che si conserva anche oltre i 3.

I formaggi freschi non dovrebbero andare oltre i 5 giorni, quelli a pasta dura in media si conservano per 1 o 2 settimane, in ogni caso pero’, considerando che molti formaggi si acquistano gia’ confezionati, ci si puo’ attenere a quanto riportato sulla confezione. L’ideale per i salumi sarebbe acquistarli e consumarli subito. In generale i tempi consigliati sono di 1/3 giorni per gli affettati e una settimana per il pezzo. Stesso discorso per frutta e verdura: prima si consumano meglio e’.

In media pero’ si va dai 3 ai 6 giorni ma occorre considerare che col tempo diminuisce il loro contenuto vitaminico. Latte e panna, se freschi, una volta aperti, andrebbero consumati al massimo entro 3 giorni – anche se sulla confezione e’ riportata una data di scadenza piu’ lunga. Stessa cosa vale per latte e panna a lunga conservazione. Occorre prestare inoltre molta attenzione a come si aprono le confezioni, evitando degli squarci enormi che offrono una maggior esposizione all’aria, ed e’ meglio non lasciare le confezioni fuori dal frigo per tempi troppo lunghi.


Passiamo al ‘dove’. I vari ripiani del vostro frigorifero non hanno la stessa temperatura: il piano appena sopra i cassetti di frutta e verdura e’ quello piu’ freddo e dunque destinato agli alimenti maggiormente deperibili come carne e pesce crudi – ma anche cotti… discorso da approfondire! -, i formaggi freschi, le creme o i dolci al cucchiaio a base di uova e latte; i piani centrali sono l’ideale per formaggi stagionati, uova, salumi, tutti quei prodotti confezionati che riportano la dicitura “dopo l’apertura conservare in frigorifero”; nell’ultimo ripiano i prodotti meno deperibili e piu’ resistenti.

Frutta e verdura non necessitano di temperature troppo elevate – che anzi, potrebbero deteriorarle – quindi e’ meglio conservarle negli appositi cassetti. Gli scomparti che si trovano all’interno dell’anta del frigorifero non mantengono temperature troppo basse e sono l’ideale per burro, senape, acqua e bibite…

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