Consumi, Confcommercio: ecco come sono cambiati dal Dopoguerra a oggi

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Come sono cambiati i consumi delle famiglie dal Dopoguerra a oggi? Sono sempre meno rivolti ai generi alimentari mentre è aumentata progressivamente la spesa per beni e servizi che non rientrano nelle voci cibo, bevande, tabacchi, abbigliamento e calzature. Tendenza rafforzata negli anni, come evidenzia Confcommercio che, in occasione dei suoi 70 anni, traccia il quadro dell’andamento dei consumi delle famiglie. Evidenziando che “oggi, in una società post-industriale e fortemente terziarizzata, il consumo di beni e servizi non alimentari supera il 75%, mentre la spesa per i prodotti alimentari rappresenta meno del 20%”.

La spesa delle famiglie per generi alimentari e bevande è andata progressivamente calando nell’arco degli anni: era pari a quasi l’80% dei consumi nel 1945, era del 50% nel 1955, è diminuita fino al 25,4% nel 1985, fra il 2005 e il 2007 è andata poco oltre il 17% e nel 2014 rappresenta il 18,5% dei consumi. Allo stesso tempo l’evoluzione dei consumi ha visto un netto aumento della spesa per beni e servizi, passata nell’arco degli anni dal 39% del 1955 a oltre il 70% degli anni Novanta e Duemila, per arrivare nel 2014 al 75,4%.

Spiega la sigla: “Nel 1945, anno di costituzione di Confcommercio, le famiglie, in un contesto di sopravvivenza per gli effetti della guerra, i consumi delle famiglie italiane erano rivolti per circa l’80% a generi alimentari e bevande (negli anni prebellici erano intorno al 54%). Mediamente il prezzo del pane, calcolato con i valori attuali in euro, era pari a poco più di un euro al chilo, un litro di latte costava 1,03 euro, un chilo di pasta circa 2 euro, un chilo di carne bovina 13 euro”.

Già nel 1955 i consumi si erano diversificati: la quota di quelli dedicati a beni e servizi aveva raggiunto il 39%, mentre i generi alimentari scendevano al 50%. Questa tendenza negli ultimi 60 anni si è progressivamente accentuata e oggi, come detto, il consumo di beni e servizi non alimentari supera il 75% mentre la spesa per prodotti alimentari, bevande e tabacchi non raggiunge il 20%. Fermo restando la diversificazione nella qualità e nella varietà dei prodotti in commercio, dice Confcommercio, attualmente un chilo di pane costa in media 2,80 euro, la pasta 1,60 euro al chilo, un litro di latte 1,55 euro, la carne bovina poco più di 16 euro. Per pasta, uova ed olio i prezzi sono in media più bassi che negli anni ’50.

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