Consumi: il bio cresce sempre, segno più anche nel 2015

I consumi bio continuano a crescere: segnano un aumento complessivo dell’11% nel 2014 e anche per quest’anno le prospettive sono orientate a una crescita ulteriore e rafforzata – nel primo trimestre dell’anno si stima infatti un aumento del 15-20% già acquisito rispetto allo stesso periodo del 2014 – legato anche a un “tendenziale miglioramento del quadro economico generale e di un graduale recupero del potere d’acquisto delle famiglie”. Sono i dati diffusi nei giorni scorsi dal Ministero delle politiche agricole e dal Panel Famiglie Ismea-Nielsen.

Relativamente ai consumi, il mercato italiano del bio continua a crescere, confermando la dinamica positiva in atto ormai dal 2005. Gli acquisti domestici di prodotti biologico confezionati nella distribuzione moderna – quindi in supermercati, ipermercati, discount e libero servizio – sono aumentati in valore dell’11% nel 2014, un risultato in netta controtendenza rispetto al meno 0,2% dell’agroalimentare nel suo complesso. Questa dinamica dipende anche dalla crescita dell’offerta a scaffale, con il numero di referenze che lo scorso anno ha registrato un incremento del 14%. L’evoluzione delle vendite bio nel 2014 è dipesa principalmente dai forti aumenti fatti registrare dai derivati dei cereali (+18,9%) e dagli ortaggi (+14,3%), soprattutto trasformati. Più contenuti gli incrementi per uova (+4,6%), lattiero caseari (+4,1%) e frutta (+1,4%), con il fresco però in contrazione. Tra i principali prodotti bio, si segnala il forte incremento rispetto al 2013 degli acquisti di pasta (+21%), con risultati altrettanto soddisfacenti (+8% circa in entrambi i casi) per oli di oliva extravergini e yogurt. Più contenuto (+5%) l’aumento per i succhi di frutta e per il latte fresco (+1,7%), cui si è contrapposto nello stesso segmento un calo del 5,2% per l’Uht. I consumi di prodotti bio confezionati restano concentrati su poche categorie: le prime tre (derivati dei cereali, ortofrutta fresca e trasformata, lattiero-caseari) coprono circa il 70% della spesa complessiva sostenuta dalle famiglie italiane presso la Gdo.

Il Mipaaf ha poi diffuso i primi dati relativi al 2014 del Sinab, il Sistema nazionale d’informazione sull’agricoltura biologica del Mipaaf: secondo lo studio, le superfici coltivate con metodo biologico in Italia hanno raggiunto quota 1,4 milioni di ettari che, su base annua, si traducono in una crescita superiore al 5,4%. Aumentano anche i soggetti coinvolti. Sono infatti di 55.433 operatori certificati (+5.8% rispetto al 2013), 42.546 dei quali produttori esclusivi (aziende agricole). A questi si aggiungono 6.104 preparatori esclusivi (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio), 6.524 produttori-preparatori (aziende agricole che svolgono anche attività di trasformazione) e 259 importatori.

“Con oltre 3 miliardi di euro di fatturato, il biologico si conferma un tassello importante nel panorama agroalimentare italiano – ha detto il ministro Maurizio Martina – Siamo leader in Europa per numero di operatori coinvolti e i primi dati del Sinab dimostrano il grande potenziale di questo settore che vogliamo continuare a sostenere. Una realtà che abbiamo fortemente voluto valorizzare anche all’interno di Expo Milano, con un’area dedicata alla biodiversità che sta riscuotendo un grande successo di visitatori. Fino al 2020 investiremo inoltre con le Regioni più di 1,5 miliardi di euro su questo settore, puntando sull’abbattimento dell’impatto ambientale delle attività agricole e su modelli sostenibili. Tanto stiamo facendo anche sul fronte dei controlli contro il falso bio, spingendo su una maggiore trasparenza e condivisione delle informazioni disponibili”.

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