Cosmetici & Contraffazione, UNC partecipa al Cosmoprof

 index

Acquistare i cosmetici solo attraverso i canali sicuri e fare attenzione al prezzo: se il prodotto è di marca, non può essere troppo basso. Il consumatore deve essere consapevole dei rischi del falso e allo stesso tempo avere gli strumenti adatti per riconoscerlo. Sono alcuni dei temi che saranno al centro dell’intervento dell’Unione Nazionale Consumatori al Cosmoprof di Bologna: l’associazione parteciperà infatti al seminario “L’innovazione tecnologica come soluzione per l’anticontraffazione, la tracciabilità e la digitalizzazione dei prodotti cosmetici” (21 marzo – EXPO PAVILION – h. 16.15-17.00), a cura dell’UNC e in collaborazione con Cosmetica Italia – associazione nazionale imprese cosmetiche.

Al convegno parteciperanno inoltre Luca Nava, Vice Direttore Generale Cosmetica Italia (Associazione Nazionale Imprese Cosmetiche) e Francesca Rizzo, Amministratore Delegato di SEiD (start-up che si occupa attraverso una tecnologia innovativa di certificazione dei prodotti). “Un aiuto fondamentale nella scelta dei cosmetici – afferma il segretario generale UNC Massimiliano Dona – viene dall’etichetta che, per legge, deve contenere la funzione del prodotto, la ragione sociale, il paese d’origine, il lotto di fabbricazione, la lista degli ingredienti, il PAO (cioè la durata del prodotto) e, dove richiesto, eventuali istruzioni d’uso. Ma spesso la sola etichetta non basta, considerando che con l’incremento del mercato dei cosmetici, registrato negli ultimi anni, sono aumentate anche le falsificazioni ed è sempre più difficile riconoscere i prodotti originali da quelli contraffatti. Acquistare i cosmetici solo attraverso  canali sicuri come le profumerie, i supermercati, le farmacie e i negozi specializzati è un’ottima regola per evitare la merce taroccata che si trova invece sulle bancarelle, ma anche il prezzo è una discriminante: prodotti di marca ad un prezzo molto più basso del normale difficilmente sono originali e il risparmio iniziale sarà solo apparente visti i danni alla salute e alla sicurezza che possono provocare per il consumatore”.

“E’ fondamentale – conclude Dona – da una parte un cambio di marcia nella comunicazione al consumatore che deve essere ben informato del fatto che comprando un falso alimenta una catena di criminalità organizzata e rischia sulla sua pelle; dall’altra, fornirgli gli strumenti adatti per riconoscere un prodotto contraffatto, sfruttando l’innovazione e la digitalizzazione. Da anni la nostra associazione è in prima linea per accrescere la consapevolezza dei consumatori, guidandoli nelle loro scelte anche attraverso strumenti tecnologici come ad esempio le app: molto utile per meglio comprendere il campo della cosmesi è l’app ‘Cosmetici’, realizzata in collaborazione con Cosmetica Italia, ricca di contenuti che aiutano a leggere le etichette, a conoscere la durata di ogni prodotto, a sapere quali sistemi di sicurezza vengono adottati”.

Condividi questo articolo