Dal 2018 addio alle monetine da 1 e 2 cent. Ci saranno rincari?

Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi dal 2018. Difficili da usare, spesso abbandonate nelle tasche o nei portafogli, “spiccioli” che non si riesce a smaltire perchè non vengono accettati neanche dai distributori automatici. La sospensione del conio di 1 e 2 centesimi è stata decisa dalla Commissione Bilancio della Camera che nei giorni scorsi ha dato il via libera a un emendamento alla manovrina, primo firmatario Sergio Boccadutri del Pd, che sospende appunto dal 2018 il conio dei centesimi più piccoli. Le monetine in circolazione conserveranno il loro valore legale.

“Il risparmio derivante dagli effetti della norma è destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato”, si legge nel provvedimento. L’importo in euro verrà arrotondato per eccesso o per difetto al multiplo di 5 più vicino se si paga in contanti. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi verificherà l’impatto di queste disposizioni sulle variazioni dei prezzi praticati al consumatore e riferirà ogni sei mesi eventuali anomalie dei prezzi al Ministero dello Sviluppo economico, che se necessario farà segnalazioni all’Antitrust. “Sono monetine – ha dichiarato al Sole24ore.com nei giorni scorsi Boccadutri – che non vengono accettate dai parcometri, dai distributori automatici, dai caselli autostradali. I consumatori le ricevono come resto, ma non le riusano. Monetine di rame spesso lasciate a casa nei cassetti, abbandonate nei porta oggetti delle auto o alla cassa dei supermercati per non ingombrare le tasche. Nei fatti, insomma, è una produzione in perdita, perché costano più di quello che valgono”.

Ci sarà un aumento dei prezzi? Questo quello che più interessa le associazioni dei consumatori, dalle quale arrivano di fatto interpretazioni discordanti. Secondo Altroconsumo, ad esempio, “è indubbio che si tratta di monetine non facilmente utilizzabili; spesso ce le ritroviamo a riempirci il portafoglio, ma nella maggioranza dei casi non vengono accettate neanche dalle macchinette per la sosta dell’auto o da quelle che distribuiscono merendine, bibite e caffè. Il rovescio della medaglia potrebbe riguardare l’arrotondamento dei prezzi. Ma da questo punto di vista, dopo le nostre richieste, la norma disciplina fin da subito le caratteristiche precise dell’arrotondamento – spiega Altroconsumo – Va precisato comunque che l’arrotondamento deve riguardare solo i pagamenti in contanti e dunque quando si paga con una carta, i centesimi resteranno”. Al via libera di Altroconsumo – “la norma approvata riprende le nostre richieste”, ha scritto via twitter l’associazione, sottolineando che gli effetti dell’arrotondamento per eccesso e per difetto si compenseranno, e che comunque non ci sarà arrotondamento se si paga con carta – si oppone invece la presa di posizione del Codacons, che denuncia una raffica di rincari dallo stop delle monetine. “L’addio alle monete da 1 e 2 centesimi darà vita ad arrotondamenti selvaggi dei prezzi al dettaglio con conseguente incremento dei listini, e il previsto monitoraggio da parte del Garante dei prezzi non servirà assolutamente a nulla”, dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, affermando che già nel passaggio dalla lira all’euro gli arrotondamenti praticati hnno portato a sistematici rincari.

Più cauta l’interpretazione del CTCU (Centro tutela consumatori utenti) di Bolzano, che si dichiara “contrario a decisioni troppo affrettate. Prima che si proceda con l’abolizione delle monetine da uno e due centesimi vanno verificati i possibili impatti (negativi) per i portafogli delle famiglie”. Sostiene il direttore del CTCU Walther Andreaus: “Bisogna chiarire bene quali potrebbero essere gli effetti della paventata misura, ad esempio riguardo ai prezzi. Temiamo infatti che potrebbero anche prodursi aumenti occulti degli stessi. Andrebbero inoltre fissate regole precise per la fase transitoria. La vigilanza da parte del Garante dei prezzi non si prospetta come uno strumento di contrasto efficace. D’altro canto, ci potrebbero essere anche dei vantaggi dalla misura: avere meno monetine in tasca e addio ai prezzi arrotondati ai …,99 €, così poco chiari”.

Adoc promette che vigilerà sugli arrotondamenti e si dichiara pronta a denunciare eventuali anomalie dei prezzi. “Se la spesa da sostenere è pari a 12,33 euro, l’importo finale da pagare in contanti deve essere pari a 12,35 euro e non a 12,40 euro”, spiega l’associazione, ricordando che in caso di pagamento con carta o digitale si pagherà l’importo esatto. “Dal punto di vista economico la soluzione di abolire le monete da 1 e 2 cent è giusta. Ad oggi il loro costo è ben superiore al loro valore nominale e il loro utilizzo è marginale – dice Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – è una soluzione già adottata, con successo, da altri Paesi europei come Olanda e Finlandia. Anche in questi Paesi è stato adottato il sistema di arrotondamento al multiplo di 5 più vicino e non si è verificato un aumento dell’inflazione a causa dell’abolizione delle monete. Ci auguriamo che anche in Italia non ci saranno ripercussioni negative per i consumatori”. L’associazione promette: “Segnaleremo all’Antitrust ogni situazione anomala rispetto alla norma di legge, in modo da garantire e tutelare i consumatori”.

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