Sono quasi 650mila le automobili in Italia richiamate da Volkswagen  Group Italia “per manutenzione”, dopo lo scandalo delle emissioni truccate. Federconsumatori e Adusbef sottolineano la differenza di tutela con gli Stati Uniti, dove i clienti sono stati indennizzati: sempre più urgente l’approvazione della nuova class action in Italia.  I richiami interessano esclusivamente le vetture dotate di motori diesel Euro 5, di tipo EA 189. Quelli di marca Volkswagen sono 361.432, poi ci sono Audi (197.421 veicoli), Seat (35.348), Skoda (38.966) e Volkswagen Veicoli Commerciali (15.291).

Volkswagen Group Italia comunicherà “tramite posta” agli automobilisti italiani coinvolti nel Dieselgate le tempistiche e le modalità della “manutenzione”. “Tutti i concessionari e i service partner – si legge in una nota diffusa dal gruppo – saranno in grado di individuare precisamente i veicoli coinvolti nel piano d’azione. Grazie al numero di telaio, sarà possibile escludere quelli che non necessitano dell’intervento”.

Negli Stati Uniti, invece, Volkswagen ha annunciato che interverrà indennizzando tutti i suoi clienti danneggiati, corrispondendo loro un importo una tantum pari “a 1.000 dollari”, là dove i controlli di settore sull’industria automobilistica funzionano, agli utenti truffati vengono offerti degli indennizzi.

Di fronte a queste differenti impostazioni di tutela dei cittadini/consumatori, Adusbef e Federconsumatori sollecitano una accelerazione della nuova class action in Italia al fine di tutelare correttamente le migliaia di persone truffate e danneggiate.