Disdire il contratto della pay tv si può, seguendo gli accorgimenti

tvPer disdire il contratto della pay tv basta fare attenzione a una serie di piccoli accorgimenti, che permettono di recedere senza attese infinite

 

Se confrontando online le offerte più vantaggiose per la pay tv, ci si rende conto che il proprio abbonamento è davvero troppo caro, ecco qualche consiglio per recedere agilmente da un contratto che non soddisfa più ma che tende a intrappolare gli utenti in clausole e postille burocratiche per prolungarne la permanenza e aumentare le entrate dell’azienda.

Come garantisce la cosiddetta legge Bersani a tutela dei consumatori, in vigore dal 31 gennaio 2014 e pubblicata su Normattiva, il portale della Gazzetta Ufficiale che raccoglie le norme in vigore, l’utente può recedere dal contratto senza vincoli di alcun tipo, previo il rispetto delle tempistiche di preavviso.

Ma non è così semplice come testimoniano gli utenti e le loro lamentele. Ogni scusa è buona, infatti, per gli operatori per rimandare la disdetta del contratto e continuare ad estorcere mesi e mesi di abbonamento ai telespettatori sull’orlo della rassegnazione.

Un esempio banalissimo riguarda la prima operazione da effettuare in caso di volontà di recesso, l’invio, cioè, della lettera di disdetta. Spesso inviata con raccomandata semplice, essa non viene presa in considerazione poiché il contratto prevede che la rescissione venga comunicata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Una banalità, insomma, che dà modo all’azienda e ai suoi operatori di cestinare la richiesta e fare pagare l’utente altri mesi di abbonamento. Per evitare contestazioni e disdire il contratto della pay tv il più agevolmente possibile, è allora necessario attenersi rigorosamente alle formalità sottoscritte, in ogni loro clausola e postilla.

Per prima cosa è utile distinguere le diverse modalità di recesso, disdetta a scadenza, recesso anticipato e diritto di ripensamento, e le parallele procedure da attuare in ciascuno dei casi. A ciascuna tipologia corrisponde, inoltre, un diverso modulo presente sui siti delle aziende in questione. Questo di fatto, se compilato e inviato online, serve, però, più che ad agevolare la disdetta del contratto, a essere contattati per ricevere una nuova offerta dall’azienda stessa.

Importante quindi è stampare e inviare il modulo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, facendo attenzione a non sbagliare l’oggetto della spedizione e tenendo conto delle tre diverse tipologie di recesso.

Alla disdetta a scadenza corrisponde, infatti, la possibilità di inviare il modulo entro trenta giorni dalla data di scadenza naturale del contratto e di vederlo annullarsi senza spese aggiuntive. In caso di recesso anticipato, invece, previo preavviso e pagamento delle spese di disattivazione, è possibile recedere prima della scadenza e essere rimborsati per i mesi di non utilizzo dell’abbonamento.

Nell’ultimo caso, il diritto di ripensamento è gratuito avvisando l’operatore con raccomandata a.r. entro 14 giorni lavorativi dal momento della firma del contratto e solo se l’abbonamento sia stato sottoscritto online, via telefono, a domicilio o per strada.

Sebbene le clausole dell’accordo non possiedano una valenza giuridica inappellabile, si consiglia ai consumatori di seguire alla lettera tutte le implicazioni e le postille contenutevi, perché disdire il contratto della pay tv si può, ma solo seguendo questo tipo di accorgimenti.

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