Divorzio breve, Eurispes: “L’84% degli italiani è favorevole”

gelosia

Divorzio breve? Più di 8 italiani su 10 (l’84%) si dichiarano a favore secondo le rilevazioni dell’Eurispes; resta contrario il 15%, che probabilmente crede profondamente nell’indissolubilità del vincolo matrimoniale e ritiene che abbassando le “barriere all’uscita” del legame si possa portare le persone ad affrontare con più leggerezza questo passo. La recente approvazione da parte della Commissione Giustizia della Camera di una proposta di modifica dell’attuale normativa sul divorzio, proponendone la riduzione dei tempi processuali, apre ad una più approfondita riflessione sul concetto di famiglie.

“Famiglia e diritto sembrano evocare due mondi inconciliabili – afferma l’avv. Andrea Catizone, Direttrice dell’Osservatorio sulle Famiglie dell’Eurispes – Queste due realtà devono trovare punti di convergenza nell’universo giuridico che regolamenta e determina il modo attraverso il quale gli affetti devono svolgersi. Sarebbe ed è sbagliato collocare oggi tale dibattito nel solco delle divergenze tra il mondo cattolico e non. La famiglia, oggi più che mai è quell’aggregato di persone che, al di là dei vincoli di sangue, per loro natura indissolubili, fa unire soggetti in nome di un sentimento supremo che è l’amore per l’altro o l’altra”.

La normativa attuale prevede, quale presupposto per il divorzio, che la separazione tra i coniugi si sia protratta, ininterrottamente per almeno 3 anni dalla decisione del Presidente del Tribunale nel procedimento di separazione. La legge sul divorzio dovrebbe affermare in modo pieno il diritto individuale a scegliere con chi e in che modo vivere la propria esistenza. L’interruzione di un rapporto di coppia attraverso il divorzio breve – che in meno di un anno, in applicazione delle norme comunitarie, rende possibile la fine di un matrimonio – è uno dei temi che hanno assunto rilevanza nel dibattito pubblico. Si tratta di un orientamento stabile e ben radicato presso l’opinione pubblica come confermano i dati rilevati negli ultimi tre anni: se i favorevoli al divorzio breve in assenza di prole erano l’82,2% nel 2012, sono passati all’86,3% nel 2013 per attestarsi all’attuale 84%.

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