Donne, bambini e anziani, sono i soggetti che corrono i maggiori rischi

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L’ambiente domestico, nell’immaginario collettivo, è considerato il luogo più sicuro per eccellenza, ma può nascondere pericoli che, se non individuati ed eliminati, possono provocare incidenti di vario tipo.
Per questo motivo gli “incidenti domestici” rappresentano un importante problema di Sanità Pubblica, sia per numero delle persone che ogni anno vengono coinvolte sia per la gravità delle conseguenze; un fenomeno che ha portato la Asl di Olbia ad attivare nell’ultimo triennio dei progetti volti a studiare il fenomeno nella realtà gallurese e ad adottare percorsi nell’intento di individuare i correttivi da adottare nella vita di tutti i giorni.
 
Grazie all’informazione della popolazione, nel 2012 nel territorio della Asl di Olbia si è registrato una riduzione 19 punti percentuali degli accessi in Pronto soccorso per incidenti domestici gravi nella fascia d’età 0-4 anni, mentre la mortalità degli over 65, legata ad incidenti domestici che si sono recati nei Pronto Soccorso della Asl di Olbia, è scesa del 78%.
 
“Un risultato più che soddisfacente, raggiunto grazie all’informazione e all’attenzione della popolazione: ma non bisogna abbassare la guardia. Gli incidenti domestici sono un problema di sanità pubblica, sempre attuale, da non sottovalutare, che richiede anche una collaborazione anche con i costruttori, architetti, arredatori, volta appunto a ridurre i rischi di incidente all’interno delle abitazioni”, spiega Tonino Saba, direttore del Servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Olbia.
 
Dall’analisi degli accessi nei Pronto soccorso delle Asl di Olbia nell’arco del 2012, restringendo il campo alle persone residenti, è risultato che su 2.453 accessi, il 44% sono stati incidenti “domestici” (1.081 casi), seguiti da quelli “stradali”, il 36% (878), e quelli sul “lavoro”, il 20% (494).
 
La Maddalena, con 257 casi, è stato il comune in cui si è registrato il maggior numero di incidenti domestici, seguito da Olbia (223) e Tempio Pausania (216). “Sono anche rilevanti i dati registrati in un piccolo comune, come Calangianus, ben 64”, aggiunge la Aini.
 
L’indagine eseguita sui residenti nel territorio della provincia di Olbia-Tempio rivela come l’11,4% degli accessi in Pronto Soccorso, legata agli incidenti domestici, riguarda la fascia di età compresa tra i 0 e i 4 anni, mentre il 33,7% le fascia degli over 65 anni; “nel corso del 2012 abbiamo però registrato una riduzione della gravità delle lesioni riportate in seguito ad incidenti domestici, segno che la prevenzione inizia a portare dei buoni risultati”, spiega la Aini.
 
Dall’analisi dei dati, infatti, risulta come dal 2010 al 2012 ci sia stata una diminuzione degli eventi più gravi: nella fascia d’età 0-4 anni si è passati dal 22% di incidenti registrati nel 2010 con un codice giallo o rosso, quindi i più gravi, ad un 3% circa nel 2012. Mentre la mortalità fra le persone con più di 65 anni, attribuibile direttamente o indirettamente ad un incidente domestico, è passata dai 42 casi del 2010, ai 9 del 2012, con una contrazione del 78%.
 
Per incidente domestico si devono intendere quegli eventi accidentali che compromettono temporaneamente o per sempre la salute. E che avvengono all’interno delle nostre abitazioni, quello che nell’immaginario comune è visto come il luogo più sicuro.
 
Sbagliando, evidentemente, visto che secondo l’Eurostat in Europa ogni due minuti una persona muore per un incidente domestico; evento che in Italia coinvolge oltre 3 milioni e mezzo di persone. “La gravità del fenomeno è confermata dai dati dell’Ispels del 2012, che per anno attribuiscono circa 8.000 decessi agli infortuni domestici mentre sono circa 5.000 i decessi per infortuni stradali e poco più di 1.000 i decessi per infortunio sul lavoro comprensivi di quelli definiti “in itinere”, ovvero nel percorso per raggiungere la sede di lavoro”, spiega Tonino Saba. Ma non solo. “I dati sull’indagine di sorveglianza su salute e stili di vita condotta fra i cittadini in età compresa dai 18 ai 69 anni (studio Passi) hanno evidenziato come nel 2012 quasi 4 sardi su 100 abbiano subito un incidente domestico per il quale è stato necessario il ricorso al medico di famiglia, al pronto soccorso o all’ospedale. Infine, dati Istat confermano che più di 100.000 persone all’anno in Sardegna subiscono un incidente a casa”, conclude Saba.
 
Chi è più a rischio?
 
L’incidente domestico coinvolge nel 70% dei casi il sesso femminile. Mentre le fasce d’età maggiormente a rischio sono i bambini e le persone anziane, “la parte di popolazione che trascorre più tempo all’interno delle mura domestiche, come le casalinghe e i disoccupati o i pensionati e i bambini”. In particolare le persone anziane sono più vulnerabili a causa della lentezza di riflessi, dell’instabilità della postura, del deficit uditivo e della vista.
 
Quali sono i luoghi maggiormente a rischio?
 
La camera da letto, il bagno, gli spazi come scale e corridoi, sono i luoghi maggiormente a rischio sia nelle abitazioni che nelle comunità alloggio.
 
Come evitare gli incidenti?
 
Dall’analisi delle “schede sulla prevenzione degli incidenti domestici”, compilate nel 2012 dai tecnici della Prevenzione del servizio di Igiene pubblica della Asl di Olbia, nelle abitazioni delle persone che erano finite all’ospedale in seguito ad un incidente domestico, è emerso come sia possibile ridurre gli incidenti domestici con dei piccoli correttivi strutturali interni alle abitazioni e ad accorgimenti della vita di tutti i giorni.
 
La ASL 2 di Olbia ha da tempo avviato sul territorio azioni di prevenzione così come programmato nel Piano Regionale di Prevenzione. La campagna di sensibilizzazione, avviata fin dal 2010, ha coinvolto il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica ed il Consultorio Familiare, nell’organizzazione di incontri volti ad informare la popolazione sui rischi da incidente domestico e sulla possibilità di prevenire gli incidenti con l’adozione di comportamenti corretti. Nel corso del 2012 è stata fatta un’indagine nelle abitazioni di bambini e anziani che avevano subito ricovero ospedaliero a seguito di un incidente domestico al fine di evidenziare possibili rischi e suggerire possibili interventi correttivi facilmente realizzabili.
   
Alcuni consigli utili per vivere la casa in sicurezza:
 
  1. chiudere l’erogatore centrale del gas ogni sera prima di andare a dormire e quando ci si allontana per lungo tempo da casa;
  2. eliminare i tappeti o bloccarli sul pavimento o utilizzare tappeti antiscivolo per evitare di scivolare;
  3. controllare che i cavi elettrici non intralcino il passaggio e non siano spellati;
  4. farsi aiutare se bisogna raggiungere le parti più alte degli arredi, così non si utilizzano sedie, sgabelli o scale;
  5. tenere ben asciutti e non scivolosi i pavimenti;
  6. avere un’illuminazione adeguata in tutti gli ambienti della casa e sulle scale.
  7. dotare le vetrate interne di pellicole protettive anti frantumazione;
  8. i gradini di strisce segna passo anti scivolo;
  9. le porte di maniglie arrotondate che impediscano agli abiti di impigliarsi.
In particolare per le persone anziane si consiglia la riduzione delle occasioni di caduta, adottando comportamenti protettivi, come l’eliminazione dei tappeti nei diversi ambienti (soprattutto camera da letto e bagno), spogliarsi e vestirsi stando seduti, muoversi in spazi ben illuminati, potenziare la propria massa muscolare effettuando semplici esercizi quotidiani. Fonte: http://lifestyle.tiscali.it

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