E-commerce, Antitrust multa Digitalia per 95 mila euro

Antitrust in azione contro le pratiche scorrette attuate a danno dei consumatori nel commercio online. Questa volta sotto i riflettori dell’Autorità è finita, per la mancata consegna dei prodotti e per aver ostacolato i diritti dei consumatori, la società Digitalia Srls, che opera attraverso il commercio online di prodotti non alimentari attraverso il sito risparmiodigitale.com: tre le sanzioni decise dall’Antitrust per 95 mila euro complessivi.

Le tre pratiche considerate scorrette sono state la diffusione di informazioni non veritiere in merito alla disponibilità e ai tempi di consegna dei prodotti offerti in vendita attraverso il sito web, l’opposizione di ostacoli all’esercizio di diritti contrattuali e la diffusione di informazioni non veritiere in merito ai contenuti e alle modalità di esercizio di diritti contrattuali.

La prima pratica contestata dall’Antitrust riguarda le informazioni relative alla disponibilità dei prodotti e ai tempi di consegna: numerose sono le consegne non effettuate nei termini previsti dal contratto e comunque entro i 30 giorni (come previsto dal Codice del Consumo). Spiega l’Autorità nell’odierno bollettino: “Il numero di operazioni non andate a buon fine (quasi cinquantacinque) appare significativo sia in assoluto, ove si tenga conto dell’arco temporale interessato, sia in considerazione del fatto che, stante il mancato riscontro della Parte alla richiesta di informazioni, è consentito supporre che le segnalazioni siano rappresentative solo di una parte dei casi di mancata consegna”. Non si tratta dunque di circostanze accidentali, ma dell’incapacità del professionista di rispondere alle domande. Il professionista, aggiunge l’Antitrust, “ha talvolta espressamente ammesso di non avere la materiale disponibilità del prodotto ordinato, ovvero ha indirettamente attestato tale situazione proponendo la consegna di beni diversi da quelli ordinati. La condotta in questione appare poi tanto più censurabile, ove si consideri la perdurante presenza online delle indicazioni circa la disponibilità “a magazzino” dei prodotti offerti”.

I consumatori che si sono rivolti all’Antitrust hanno inoltre segnalato la difficoltà di mettersi in contatto con l’azienda, che “ha poi opposto significativi ostacoli all’esercizio di diritti nascenti dal rapporto di consumo, in relazione a ciò che concerne la restituzione del prezzo pagato per effetto dell’omessa consegna. Il riferimento è, in primis, alla mancata corresponsione del rimborso”.

Sono inoltre scorrette le informazioni date ai consumatori sui diritti contrattuali. “La disciplina del diritto di recesso contenuta nelle “Condizioni d’uso” pubblicate dal professionista nel proprio sito web non è corretta sotto molteplici profili – spiega l’Antitrust –In primo luogo, essa condiziona l’utile esercizio del diritto, alla circostanza che il cliente «non sia soddisfatto dei prodotti acquistati»: tale vincolo può indurre il consumatore medio a ritenere che la propria decisione di esercitare il diritto de quo debba essere motivata, in contrasto con la disciplina di cui all’art. 64, comma 1, del Codice del Consumo, che espressamente sancisce il diritto di recedere «senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo»”. Da qui la decisione di sanzionare l’azienda con tre multe pari, rispettivamente, a 40 mila, 35 mila e 20 mila euro.

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