Energia, Codici denuncia: un emendamento al Destinazione Italia vuole cancellare mercato tutelato

bollette

Un altro attentato alle tasche dei consumatori: nel decreto Destinazione Italia si è cercato di inserire un emendamento che, di fatto, cancella il mercato tutelato dell’energia e del gas e mette gli incentivi delle fonti rinnovabili nelle mani degli operatori. L’utente finale sarebbe così esposto alle imprevedibili variazioni di prezzo dell’energia. A denunciare il caso è il Codici che lancia l’allarme di un potenziale ritorno al monopolio.

Codici sottolinea come il boom della bolletta elettrica non sia attribuibile esclusivamente ai costi di gestione di GSE,GME,RSE e AU, ma dipenda largamente da tasse, oneri e soprattutto dagli incentivi di cui godono i monopolisti del mercato. 

E Asselettrica che fa? Presenta alla Camera un emendamento al Destinazione Italia che, in maniera spudorata, vuole cancellare il mercato tutelato e conferire la gestione delle fonti rinnovabili a coloro che sono gli unici responsabili delle anomalie del sistema: distributori, monopolisti.

“I soggetti che hanno distrutto il mercato libero mediante il meccanismo delle truffe e dei raggiri, creando danno ai consumatori e operatori onesti, oggi vogliono addirittura imporre di abbandonare il mercato tutelato – che rimane l’unico baluardo all’inefficienza del sistema – e mettere le mani persino sulla gestione dei fondi delle rinnovabili, per avere da qui a 20 anni flussi di cassa abnormi”.

L’Associazione dei consumatori spiega che “la liberalizzazione del mercato viene, di fatto, cancellata perché si prevede l’assegnazione dei clienti che non hanno scelto un fornitore sul mercato libero all’operatore che oggi opera come fornitore del servizio di maggior tutela. Ciò significa, nei fatti, che i clienti che oggi fruiscono del servizio di maggior tutela vengono trasferiti all’operatore che eroga tale servizio (e che opera contestualmente nel mercato libero), divenendone clienti a tutti gli effetti (ad esempio, il solo Enel acquisirebbe di colpo 22,5 milioni di clienti).

In secondo luogo, l’operatore dovrà offrire il proprio prezzo accanto a quello che calcolerà l’Autorità. Ma poiché comunque ad approvvigionarsi sul mercato sarà direttamente l’operatore (e non più l’Acquirente Unico), il prezzo determinato dall’Autorità non potrà che avvicinarsi al costo di approvvigionamento dell’operatore meno efficiente. Se infatti il cliente finale scegliesse il prezzo indicato dall’Autorità, ed esso fosse più basso della capacità di approvvigionarsi da parte dell’operatore che deve praticarlo, avremmo un prezzo amministrato che causa una perdita ad un operatore del mercato. Il che non può essere, perché chi svolge obbligatoriamente un servizio non può certo perderci. Il prezzo dell’autorità non potrebbe che essere simile, concettualmente, all’attuale prezzo di salvaguardia (praticato a chi perde il proprio fornitore) e che, in quanto prezzo emergenziale o di ultima istanza, non può che essere molto elevato.

Codici ricorda che oggi l’operatore della maggior tutela si limita a fornire un servizio, che viene remunerato in tariffa, mentre il prezzo dell’energia fornita è prezzo determinato da acquisti sul mercato. Nei Paesi in cui è stata adottata una soluzione di questo genere, i clienti che non avevano mai scelto il proprio fornitore sono diventati all’80% clienti, sul mercato libero, del fornitore a cui sono stati automaticamente trasferiti. Considerata la situazione specifica nel nostro paese, possiamo parlare di un sostanziale ritorno a monopolio.

Il mercato tutelato deve restare all’Autorità energia e all’Acquirente Unico, aggiunge Adiconsum. “Adiconsum è contro l’annullamento del mercato tutelato che certamente va migliorato, ma che non può essere eliminato a favore delle grandi aziende dell’energia – afferma il presidente nazionale Pietro Giordano – uccidendo in tal modo anche l’iniziale liberalizzazione del settore. Il mercato tutelato deve restare in mano all’Autorità per l’energia e all’Acquirente unico. Adiconsum chiede l’apertura immediata di un Tavolo per il miglioramento del mercato tutelato. Al GSE chiediamo una vera tutela dei consumatori attraverso la risoluzione dei milioni di  reclami dei consumatori che le aziende energetiche non risolvono e l’obbligatorietà della conciliazione per le suddette aziende così come avviene per la telefonia. Le aziende energetiche comincino a pagare i danni che provocano nei confronti dei consumatori per servizi non richiesti, conguagli pazzi, doppia fatturazione. Infine – conclude Giordano – si costituisca un Fondo di Solidarietà per i consumatori in stato di bisogno con il versamento da parte delle aziende di 1 cent a bolletta all’Autorità per l’energia. Centesimo che copra i costi della solidarietà, della conciliazione e dei reclami”.

“L’annullamento del ruolo dell’Acquirente Unico e la privatizzazione del GSE, previsto dall’emendamento al decreto Destinazione Italia, esporrà i consumatori ad un aumento delle  bollette (oltre ad imprevedibili variazioni di prezzo dell’energia elettrica) e cancellerà  la liberalizzazione del mercato”, commenta il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona in riferimento alla proposta, presentata da Assoelettrica, che azzera il mercato della Maggior Tutela.

“Oggi – spiega Dona -  l’operatore della maggior tutela si limita a fornire un servizio, che viene remunerato in tariffa, ma il prezzo di riferimento è fissato dall’Autorità sulla base dei costi degli acquisti che Acquirente Unico fa sul mercato dell’energia, come un qualsiasi broker privato. Poiché Acquirente Unico acquista grossi quantitativi di energia (dovendo rifornire tutti i clienti del Mercato di Maggior Tutela), riesce a spuntare prezzi vantaggiosi, tutelando al meglio i piccoli clienti. Considerata la situazione del nostro Paese, se fosse approvato l’emendamento, si tornerebbe ad un sostanziale regime di monopolio, dove poche grandi Società elettriche potrebbero fare il bello ed il cattivo tempo”.

La proposta di Assoelettrica favorisce solo le grosse imprese del settore a danno del Paese, aggiunge l’Adoc: “Noi siamo per un mercato efficiente in cui ci sia concorrenza vera e un vero risparmio, in cui non si verifichino più fenomeni come i “contratti non richiesti”, o come le migliaia di consumatori che hanno scelto il mercato libero e poi sono stati costretti a tornare al mercato tutelato. Come Adoc chiediamo che il Parlamento decida per gli interessi dei cittadini che in questo momento non sanno come pagare le bollette e che il Governo e l’Autorità per l’energia continuino a tutelare i clienti domestici lasciando all’Acquirente Unico il suo ruolo di tutela e di riferimento delle offerte del mercato libero. Altrimenti si avrebbe un rialzo dei prezzi insostenibile”.

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