Energia: contratti non richiesti, fenomeno dilagante

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Contratti non richiesti e pratiche commerciali scorrette continuano a rappresentare un fenomeno dilagante nel settore dell’energia elettrica e del gas, tanto da minare la stessa credibilità del libero mercato. La concorrenza impone invece trasparenza, comportamenti commerciali corretti e competitività, ma queste non sembrano essere caratteristiche del mercato italiano. Dove, fra l’altro, l’Autorità per l’energia dovrebbe esonerare il consumatore dal pagamento di un’utenza attivata con un contratto non richiesto: la richiesta questa volta viene da Federconsumatori.

L’associazione sottolinea che degli oltre 500.000 reclami scritti inviati dai consumatori nei confronti degli operatori di energia e gas, il 18% riguarda contratti non richiesti, pratiche commerciali scorrette con firme apocrife, informazioni ingannevoli o parziali, mancato rispetto del diritto di recesso, doppie fatturazioni. Il fenomeno è dilagante e, insieme al 47% dei reclami per fatturazioni anomale, “rappresenta un dato in forte aumento, che mina la credibilità del libero mercato e della concorrenza – afferma Federconsumatori – In una situazione come questa è assurdo pensare di imporre agli utenti il passaggio al mercato libero, così come prospettato dal DL Concorrenza. Un regime di concorrenza richiede tre requisiti essenziali ed imprescindibili, quali: trasparenza, comportamenti commerciali corretti e competitività.Tutti elementi che mancano al mercato libero dell’energia elettrica e del gas”.

Cosa fare? Sotto la lente dei Consumatori è finito in questi giorni il nuovo procedimento aperto dall’Antitrust nei confronti di alcuni operatori di energia, accusati di attivazioni non richieste di elettricità e gas, in assenza di una sottoscrizione effettiva da parte del cliente, e una delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas con cui l’Authority ha confermato l’obbligo per gli utenti di pagare l’energia elettrica o il gas alle società da cui è stato truffato detratta la sola componente della vendita. Federconsumatori esprime apprezzamento per l’avvio dell’indagine dell’Antitrust nei confronti di Enel, Eni, Acea, Hera com, BeeTwin: “Forniremo la nostra piena collaborazione per fornire ulteriori dettagli e segnalare comportamenti scorretti attuati anche da altre aziende – dice l’associazione – Chiediamo che, verificate tali condotte, vengano presi provvedimenti adeguati ed esemplari: anche dall’Antitrust deve arrivare un segnale chiaro ed inequivocabile contro le pratiche commerciali scorrette. Per questo chiediamo un incontro urgente all’Antitrust”.

Un altro tema sottolineato dall’associazione riguarda inoltre le recenti delibere dell’Autorità energia – per le quali si è mobilitato anche il Movimento Difesa del Cittadino. Dice Federconsumatori: “L’AEEGSI deve dare attuazione all’art.66-quinquies del Dlgs n. 21/2014 che stabilisce l’esonero per il consumatore dal pagamento di una fornitura di energia elettrica, gas, acqua e per il riscaldamento “attivata con contratto non richiesto”. La delibera dell’AEEGSI n. 153/2012/R/COM, e la successiva n. 266/14/R/COM dove viene confermato comunque l’obbligo per gli utenti di pagare l’energia elettrica e il gas alle società da cui è stato carpito un contratto non richiesto, detratta la sola componente di vendita, è inaccettabile. La concreta attuazione dell’art. 66-quinquies è l’unico vero deterrente che potrà costringere le società di vendita di energia e gas a cambiare radicalmente le proprie politiche commerciali. Chiediamo che la Commissione Europea intervenga affinché venga applicata correttamente tale norma che recepisce la direttiva europea”.

Federconsumatori chiede inoltre che sia introdotto un “albo delle imprese” che vendono al dettaglio energia elettrica e gas: l’iscrizione all’albo deve richiedere garanzie a tutela della correttezza del mercato e deve prevedere comportamenti commerciali corretti da parte delle società di vendita; in caso contrario, deve essere garantita la possibilità da parte dell’Autorità per l’energia di ritirare l’autorizzazione a operare. Altra richiesta dell’associazione è quella di prevedere sistemi di responsabilizzazione delle aziende nella scelta delle società a cui affidare il servizio di procacciamento di contratti, imponendo dei rigidi sistemi di controllo delle attività svolte da tali società.

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