Famiglie e credito al consumo, Assofin: facciamo il punto

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“Mi serve, lo voglio, lo pago a rate”. Il credito al consumo costituisce ancora per gli italiani una fonte di finanziamento importante per riuscire ad acquistare beni e servizi destinati a migliorare il proprio standard di vita. 45 miliardi e mezzo di euro, per un totale di 147.700 operazioni finanziate: sono questi i numeri registrati nel 2013. Cifre importanti che meritano una riflessione da parte delle istituzioni governative ma anche dal mondo delle banche, delle imprese e degli stessi consumatori. Gli “Stati generali del credito alle famiglie”, iniziativa promossa da Assofin (Associazione italiana del credito al Consumo Immobiliare) con il patrocinio della Presidenza dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Assessorato Roma Produttiva di Roma Capitale, hanno presentato, questa mattina, i risultati dello studio sulle “Antinomie del credito alle famiglie”.

Dai questionari distribuiti ai cittadini-consumatori, è emerso che il credito è in primo luogo una opportunità positiva se usata per finanziare progetti essenziali volti a migliorare il benessere della famiglia ma rappresenta anche una responsabilità da valutare attentamente per non incorrere in un indebitamento eccessivo che comporterebbe l’effetto opposto. Spazio quindi alla autonomia decisionale del cittadino-consumatore, che deve sentirsi libero di poter prendere decisioni d’acquisto e consumo (72% ritiene di non dover essere sottoposto a verifica della motivazione e finalità del credito richiesto) ma gli operatori hanno il dovere di intervenire per evitare indebitamenti non sostenibili.

La maggior parte dei crediti richiesti va a finanziare l’acquisto di auto (33%), di elettrodomestici (28%) o di mobili (11%). Fondamentale è poi il ricorso al mutuo per realizzare il “progetto casa”. Il volume di erogazioni è pari a 17 miliardi di euro nel 2013 e ha sostenuto l’acquisto del 38% delle compravendite immobiliari. Ne consegue che senza il credito al consumo le spese in alcuni dei settori più importanti per l’economia del Paese crollerebbero drasticamente: il 75% degli italiani abbandonerebbe i progetto di comprare casa e il 65% rinuncerebbe ad acquistare altri beni di consumo.

Una leva per la ripresa economica quindi? Il 42% degli italiani è convinto che il credito possa effettivamente svolgere questa funzione. Ma ci sono alcuni aspetti da considerare. “Innanzitutto”, spiega Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige, “l’accesso al credito deve fondarsi su una scelta consapevole. L’educazione finanziaria diventa perciò essenziale”. Poi va affrontato un problema di trasparenza e accesso ad un’informazione chiara e sintetica. Su questo Giovanni Calabrò, Autorità garante della concorrenza e del mercato ha messo in evidenza le carenze ancora in atto in questo ambito. “Negli ultimi due anni il governo ha provveduto a prendere iniziative legislative importanti sia dal lato delle imprese, sia dal lato delle famiglie”, dice Paola De Micheli, Vicepresidente Gruppo Pd Camera dei Deputati, che continua sottolineando che il tema del credito è strettamente legato anche all’Europa: “Eventuali restrizione sul calcolo del rating limiterebbero l’impianto di allargamento del credito previsto dal Governo”.

Di Elena Leoparco

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