Farmaci, caso Roche-Novartis: la Finanza nella sede dell’Aifa

 

Perquisizione della Guardia di Finanza presso l’Agenzia italiana del farmaco. I finanzieri sono alla ricerca della documentazione utile per ricostruire le trattative che hanno portato alla definizione del prezzo dei due farmaci Avastin e Lucentis, usati per il trattamento di patologie oculari, dal 2009 a oggi. La vicenda riguarda il caso dei due medicinali usati per il trattamento della degenerazione maculare e in particolare il presunto cartello fatto da Roche e Novartis per favorire l’uso del farmaco più caro, il Lucentis, a danno dell’Avastin.

Si legge sull’Ansa: “Gli investigatori del Nucleo speciale di tutela dei mercati e quelli del Nucleo frodi tecnologiche della Gdf hanno effettuato l’acquisizione di documenti in merito alla trattativa svolta tra l’Aifa e le società farmaceutiche per la definizione del prezzo dei farmaci Avastin e Lucentis, avvenuta a partire dal 2009. Il sospetto di chi indaga è che ci siano state manovre artificiose da parte dei due colossi farmaceutici dirette, anche attraverso la diffusione di notizie false sulle caratteristiche dei due farmaci, ad alterare le procedure di determinazione dei prezzi”. A sua volta, l’Aifa ha affidato la risposta a una nota in cui si legge: “In merito alle notizie comparse a mezzo stampa di accertamenti in corso presso l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’Aifa rende noto di essere lieta di collaborare con la Guardia di Finanza”.

La Finanza sta indagando su quattro dirigenti delle multinazionali del farmaco Roche e Novartis, sanzionate a marzo dall’Antitrust con l’ipotesi di aver fatto un cartello che ha condizionato le vendite dei due farmaci Avastin e Lucentis, usati per la cura della degenerazione maculare senile e di malattie oculistiche, a vantaggio del farmaco Lucentis, quasi 50 volte più costoso ma appositamente registrato per le patologie della vista, mentre l’Avastin è un prodotto che è stato registrato per la cura del cancro ma dalla metà degli anni 2000 è stato utilizzato in tutto il mondo anche per la cura di patologie vascolari oculari molto diffuse. Le accuse ipotizzate dalla Finanza sono aggiotaggio semplice, truffa aggravata ai danni dello Stato e disastro doloso.

A fine maggio, il Ministero della Salute ha presentato a Novartis e Roche una richiesta di risarcimento pari a 1,2 miliardi di euro in tre anni: il Ministero chiede il risarcimento dei danni patrimoniali, pari a circa 45 milioni nel 2012, 540 milioni nel 2013 e 615 milioni nel 2014, e non patrimoniali arrecati illecitamente al Servizio Sanitario Nazionale.

Condividi questo articolo