Federconsumatori: costi di cittadinanza aumentano del 30% rispetto al 2007

Federconsumatori li ha chiamati “costi di cittadinanza”: è l’insieme delle spese sostenute dalle famiglie per usufruire dei servizi essenziali come assistenza sanitaria, trasporto pubblico locale, asili nido, acqua e raccolta dei rifiuti. Il confronto sull’andamento di queste spese, unito alle addizionali Irpef comunali e regionali, mette in evidenza che rispetto al 2007 le famiglie spendono oltre il 30% in più.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha realizzato il terzo rapporto sui costi di cittadinanza. Il campione di riferimento è rappresentato da una famiglia di tre persone (due adulti e un figlio) che abita in un appartamento di proprietà di 100 mq e con un reddito di 36.000 euro annui (pari ad un ISEE di circa 18.000 euro) e si riferisce alle 14 città metropolitane italiane. Nel 2014 la spesa media registrata per i costi di cittadinanza risulta pari a quasi 2400 euro (nel dettaglio, 2398 euro) pari al 31,47% in più rispetto al 2007. La città dove la spesa media registrata è più alta è Torino con 2760 euro, seguita da Roma (2637 euro) e da Genova (2609 euro) mentre i costi medi più bassi sono stati rilevati nell’ordine a Venezia (2132 euro), Cagliari (2209 euro), Firenze (2225 euro) e Milano (2247 euro).

Dal 2007 a oggi le diverse voci considerate hanno registrato aumenti consistenti: i costi dei biglietti orari per i trasporti pubblici hanno fatto registrare una vera e propria impennata pari +79,05%, la tassa sui rifiuti è aumentata del 71,76% rispetto al 2007. Sono salite anche le imposte locali: l’addizionale comunale e regionale IRPEF hanno fatto registrare rispettivamente un aumento del +65,9% e del +48,39%. Il totale delle spese per i servizi segnala, dal 2007 a oggi, rincari medi superiori al 20% mentre è del 53% il rincaro medio delle addizionali comunali e regionali messe insieme. “Tutto ciò a fronte, in diversi casi, di un peggioramento dei servizi, sempre più carenti o di difficile accesso – dice Federconsumatori – Una tendenza determinata dalla forte crisi dei bilanci comunali, a causa anche dei pesanti tagli operati dai governi che si sono succeduti in questi anni, nonché dalle gestioni a volte inappropriate e inefficienti”.

“Per questo chiediamo uno sforzo congiunto del Governo e degli enti locali affinché si diano ai cittadini risposte concrete in termini di efficienza e accessibilità ai servizi – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – In tal senso rivendichiamo una politica che cessi l’aumento di tasse e l’imposizione di tagli lineari, ma agisca unicamente attraverso tagli agli sprechi, ai privilegi, agli abusi”.

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