Fiducia consumatori, Istat: ad agosto nuovo calo

spesa-supermercatoGli italiani non hanno fiducia verso la situazione economica del Paese (e come dargli torto): ad agosto l’Istat registra il terzo calo consecutivo della fiducia dei consumatori che scende a 101,9 da 104,4. Sfiorato il record più basso registrato a marzo (101,8). Ad incidere di più sul peggioramento della fiducia è il pessimismo verso il clima economico del Paese, il cui indice passa a 107,6 da 114,2, mentre il calo di fiducia è più contenuto se si considera il quadro personale (passa a 100,1 da 101,2).

Gli indici riferiti al clima corrente e futuro diminuiscono, rispettivamente, a 101,5 da 104,0 e a 103,4 da 106,2. Riguardo alla situazione economica del Paese, i giudizi sulle condizioni attuali peggiorano: il saldo passa a -91 da -79; anche per le attese si rileva un peggioramento: il saldo passa a -7 da 6. Quanto alla disoccupazione si attendono aumenti: il saldo cresce, infatti, a 56 da 53.

Secondo Federconsumatori e Adusbef i dati non sarebbero potuti essere diversi soprattutto dopo un’estate per molti caratterizzata dalla rinuncia alle vacanze. Le condizioni economiche delle famiglie peggiorano in maniera allarmante: il loro potere d’acquisto dal 2008 ad oggi è diminuito di oltre il 13,4% e i consumi, nel solo biennio 2012-2013 sono scesi dell’8,1%. E’ necessario che il Governo si decida a dare delle risposte concrete ai cittadini, in termini di rilancio del potere di acquisto e di ripresa dell’occupazione. Per fare ciò bisogna:

  • rilanciare gli investimenti per lo sviluppo tecnologico (in primis per quanto riguarda il sistema di telecomunicazioni) e la ricerca;
  • allentare il patto di stabilità con gli enti locali permettendo l’attuazione di opere di modernizzazione e messa in sicurezza (a partire dagli edifici scolastici e dalle strutture ospedaliere);
  • avviare un piano strategico per il turismo, grande risorsa ed opportunità del nostro Paese.

Le risorse per l’attuazione di queste importanti misure vanno ricercate non nelle normali pensioni (vale a dire non quelle d’oro), bensì intensificando la lotta all’evasione fiscale, potenziando i tagli a sprechi e privilegi, vendendo parte delle risorse auree (almeno il 15%), nonché ricontrattando in Europa una maggiore elasticità in relazione ai vincoli di bilancio.

“L’ondata di fiducia registrata nei primi sei mesi dell’anno sembra già svanita – commenta amara Confesercenti – E dopo un’estate fredda, gli italiani prevedono un autunno difficile per il Paese e si preparano a stringere ulteriormente la cinghia”. “A pesare sono soprattutto le prospettive economiche dell’Italia, ma anche l’aumento di tributi e tariffe locali, a partire da Tari e Tasi. Se non si interverrà per invertire il trend – continua l’associazione – il diffuso clima di incertezza avrà pesanti conseguenze sulle vendite della prossima stagione, assestando un nuovo, duro colpo alla domanda, come ci segnala anche il crollo delle intenzioni di acquisto di beni durevoli”.

I dati non sorprendono neanche Unimpresa che lancia un allarme: “Per gli ultimi 4 mesi del 2014 intravediamo seri rischi per i consumi che, a loro volta, potrebbero spingere il 2014 verso un’altra recessione” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, secondo cui “il governo, nel consiglio dei ministri in programma venerdì, deve dare una risposta importante agli imprenditori italiani; ci aspettiamo che il decreto sblocca Italia rappresenti un input di fiducia significativo: non servono pannicelli caldi, ma misure concrete”.

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