Findomestic: il bonus di 80 euro va ai consumi ma non rilancia economia

Il bonus di 80 euro in busta paga ha sostenuto i consumi di numerose famiglie ma non basta certo a far ripartire l’economia e non viene ritenuto in grado di avere un impatto forte sulla situazione economica. Circa un italiano su cinque afferma di aver visto aumentare negli ultimi mesi il peso della sua busta paga in gran parte proprio per il bonus di 80 euro, ma solo un italiano su tre è convinto che questa misura basti a far ripartire l’economia. L’Osservatorio Mensile Findomestic, attraverso dati Ipsos, ha evidenziato che per il 21% degli italiani il bonus Irpef voluto dal Governo Renzi ha effettivamente reso più pesanti le buste paghe. Però, solo un italiano su tre è convinto che questa misura possa effettivamente far ripartire l’economia. Gli altri due terzi, invece, non la ritengono sufficiente.

Fra chi ha beneficiato del bonus, il 60% ha utilizzato gli 80 euro per incrementare i propri consumi, in particolare quelli quotidiani (38%), mentre meno della metà ha impiegato il bonus per aumentare i risparmi (44%). Il 13% afferma di aver messo da parte quegli 80 euro con l’obiettivo di acquistare in futuro un bene “rilevante”. Anche la maggior parte di chi invece non ha ricevuto il bonus afferma (58%) che lo avrebbe destinato ai consumi, mentre solo il 31% l’avrebbe dirottato verso il risparmio. “Complessivamente, dunque, il bonus Irpef ha sostenuto i consumi e i risparmi di molte famiglie ma dai più non viene giudicato come in grado di avere un forte impatto sulla situazione economica italiana”, rileva l’Osservatorio Findomestic. La fiducia a luglio è tornata a scendere e si attesta a 3,55 punti contro i 3,85 del mese precedente. Rimane sostanzialmente stabile la propensione al risparmio: nei prossimi 12 mesi, il 14,8% degli italiani sostiene di essere intenzionato ad aumentare i propri risparmi. A giugno questa quota era del 14,4%.

Guardando le previsioni di acquisto a tre mesi, emerge che per gli elettrodomestici sono in flessione tutte le categorie: a luglio scendono al 21,8% (contro il 22,6% di giugno) i consumatori interessati ad acquistare un prodotto di elettronica di consumo nei prossimi 3 mesi; arretrano anche le previsioni per i piccoli elettrodomestici (dal 25 al 23,6%) e quelle per i grandi elettrodomestici (dal 14 al 13,8%). Invece, i budget di spesa hanno un trend inverso: crescono in modo apprezzabile per elettronica di consumo e grandi elettrodomestici (rispettivamente da 547 a 557 euro e da 703 a 748 euro) e rimangono stabili, seppure con una lieve correzione all’insù, i budget per i piccoli elettrodomestici (da 174 a 176 euro). Calano le previsioni di acquisto per informatica, telefonia e fotografia e rimangono stabili solo le previsioni di acquisto per i tablet (che si attestano al 13,1%). A luglio si mantiene sopra il 10% la quota di quanti sono interessati nell’arco dei prossimi tre mesi, a comprare un’auto nuova: a giugno erano il 10,2% e nell’ultimo mese sono saliti al 10,3%.

Cala la propensione all’acquisto di case nuove, giù anche ristrutturazioni e mobili. Scendono al 5% i consumatori interessati a comprare casa nei prossimi 3 mesi, contro il 5,8 del mese precedente. La tendenza è simile per le ristrutturazioni (che scendono dall’11,8% di giugno al 10,7% dell’ultimo mese) e per i mobili (dal 15,4% a 14,9%). Per questi ultimi, cala anche il budget di spesa che passa da 2.193 a 2.042 euro. Nel tempo libero, dopo aver toccato il punto più alto a giugno (41,1%) cala la curva dei viaggi: le previsioni di acquisto di viaggi e vacanze si attesta al 40,1%.

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