Fisso, variabile o misto: come scegliere il tasso giusto per il mutuo

Trovare il mutuo giusto non è semplice a causa dei molti termini “oscuri” presenti nel contratto. Ecco alcuni consigli su come scegliere il tipo di tasso.

Come scegliere il mutuo casa?In tempi di crisi, acquistare casa è diventato sempre più difficile per le famiglie italiane, dove magari uno dei due coniugi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione. Per via della mancanza di liquidità, procedere ad un acquisto di tale portata è praticamente impossibile senza un aiuto esterno. Per questo sempre più Italiani si adoperano per trovare un mutuo vantaggioso che permetta loro di realizzare i propri progetti senza rimanere strangolati dagli interessi. Il modo migliore per fare ciò consiste nel vagliare con attenzione le varie proposte di banche  e finanziarie: solo dopo essersi premurati di mettere i prodotti Cariparma a confronto con quelli Barclays, Mutuo Arancio, ecc. saremo infatti in grado di compiere una scelta davvero consapevole e vantaggiosa.

Scegliere il mutuo giusto non è però sempre facile, spesso anche a causa di termini un po’ ostici che contiene. Ecco perché, per leggere un contratto di mutuo, è indispensabile documentarsi a fondo. Uno dei primi termini su cui occorre gettare un po’ di luce è il tasso d’interesse, ovvero il costo della liquidità fornitaci dalla banca. Esistono tre tipi di tasso: fisso, variabile e misto.

Nel mutuo a tasso fisso, la percentuale d’interesse viene stabilita al momento dell’accensione e rimane invariato per tutta la durata del contratto. Per calcolare questo tipo di tasso si fa riferimento alla somma dell’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), cioè il tasso interbancario comunicato giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea, e dello spread, che tradotto sarebbe la quota che ogni istituito decide di aggiungere al tasso base e che costituirà il suo ricavo. Rispetto ad un mutuo a tasso variabile, quello fisso garantisce una sicurezza e una tranquillità maggiore poichè non è influenzato dalle variazioni di mercato. Per questo motivo però, risulta anche essere più caro.

Il tasso variabile, al contrario, varia costantemente in base all’andamento dell’indice di riferimento Euribor o al tasso stabilito dalla Banca Centrale d’Europa (o MRO): se i primi salgono, anche la rata aumenta, e viceversa. Come nel caso del mutuo a tasso fisso, anche per quanto riguarda quello variabile va sommato lo spread all’indice a cui si fa riferimento. Il tasso iniziale è solitamente più basso rispetto a quello di un mutuo a tasso fisso, ma essendo variabile, potrebbe essere soggetto ad aumenti improvvisi. Pertanto, questo mutuo è adatto a chi è per natura flessibile e disposto a correre il rischio che l’importo della rata aumenti.

Per sintetizzare i vantaggi di entrambe le soluzioni in un’unica proposta, sempre più istituti di credito hanno iniziato a proporre un mutuo a tasso misto. Solitamente ha un prezzo più alto rispetto ad uno tradizionale variabile, ma permette a chi lo stipula di passare da una tipologia di mutuo all’altro in qualsiasi momento. Si tratta della soluzione migliore per chi vorrebbe approfittare dei benefici di un mutuo a tasso variabile senza però rischiare di trovarsi in situazioni spiacevoli qualora l’importo della rata dovesse aumentare troppo.

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