Forum UNIREC-Consumatori: il 4 dicembre la presentazione della Guida del Consumatore

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Il Forum UNIREC-Consumatori lancia la conciliazione paritetica per risolvere rapidamente eventuali controversie tra consumatori e imprese di recupero crediti – protocollo e regolamento di conciliazione sono stati siglati a luglio e sono pienamente accessibili – e dà appuntamento al 4 dicembre a Roma per il primo evento del Forum: la presentazione della Guida del Consumatore.

“È fondamentale per le imprese che operano nel settore della tutela del credito tenere sotto controllo tutto il ciclo produttivo, che ha come punto centrale il rapporto con il Consumatore/Debitore: proprio per questo nasce il FORUM UNIREC-Consumatori, che ha tra le suoi obiettivi la diffusione e l’attivazione della conciliazione paritetica e delle buone prassi – ha detto il presidente di UNIREC Gianni Amprino intervenendo al Credit Village Day – Nel luglio scorso, infatti, UNIREC insieme alla Associazioni dei Consumatori che compongono il FORUM, Adiconsum, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino, ha siglato il Protocollo e il Regolamento di Conciliazione Paritetica, che oggi è pienamente accessibile, direttamente dai Consumatori, per affrontare e risolvere eventuali controversie”.

Il Forum è un tavolo di lavoro permanente fra aziende che gestiscono la tutela del credito e associazioni dei consumatori per affrontare temi di comune interesse. Promuove la conciliazione paritetica, le buone prassi di recupero crediti attraverso un Codice di condotta e la certificazione dei processi. Vuole inoltre monitorare il rapporto e le attese dei consumatori nei confronti dei servizi di gestione e recupero crediti, consentire ai consumatori scelte consapevoli attraverso iniziative di informazione ed educazione sui temi del recupero crediti e infine stimolare la riflessione sulla funzione economico-sociale della tutela del credito.

“Ora che la crisi aggredisce sempre più a fondo la struttura economica e sociale del Paese, la creazione di questo canale di dialogo tra le imprese e i Consumatori – ha continuato il Presidente di UNIREC – è particolarmente significativa, visto che ben l’86% delle nostre pratiche sono retail e solo il 14% interessano altre imprese”.

Se le attività di recupero crediti sono sempre più imprescindibili e importanti per i bilanci delle imprese, fornendo un servizio di qualità elevata e professionalità affermata, rimane da capire – aggiunge UNIREC – perché la Pubblica Amministrazione, che vanta crediti per decine di miliardi, sia così restia ad utilizzare le competenze e le esperienze acquisite nel settore privato. Spiega Amprino: “Da uno studio realizzato lo scorso anno per UNIREC da KPMG emerge che la razionalizzazione dei processi di gestione del credito dei Comuni consentirebbe un miglioramento della situazione finanziaria degli Enti Locali quantificato in 5,2 miliardi di euro annui, su oltre 15 mld di mancati incassi. Inoltre l’armonizzazione contabile dei bilanci in vigore dal 2015 metterà ulteriormente in sofferenza i bilanci comunali: solo la collaborazione con le aziende di tutela del credito, in grado di fornire un approccio industriale alle milioni di posizioni da gestire, permetterà ai Comuni di affrontare con successo il recupero dei propri crediti, modernizzando e al contempo umanizzando i propri modelli di riscossione”.

Amprino ha poi espresso preoccupazione per le ripercussioni sul settore del Jobs Act: “L’Associazione, con tutte le circa 200 aziende che rappresenta, è fortemente preoccupata per le possibili ricadute derivanti dal Jobs Act per i 18.000 lavoratori impiegati nella tutela del credito, sia come operatori telefonici che recuperatori domiciliari. Infatti non è ancora chiaro se gli interventi legislativi andranno a modificare o penalizzare le forme contrattuali attualmente utilizzate per disciplinare l’attività quotidiana nel settore: se così fosse, si metterebbe in fortissima difficoltà tutto il comparto, con immediate ricadute sull’occupazione e sugli investimenti. L’incertezza in materia di regole del mercato del lavoro nuoce gravemente non solo agli imprenditori che investono nel Paese, ma anche e soprattutto ai lavoratori, che nel nostro settore sono operatori altamente qualificati.”

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