Frodi creditizie, Osservatorio CRIF: oltre 9000 nei primi sei mesi del 2014

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Sono state più di 9000 le frodi creditizie effettuate attraverso il furto di identità nei primi 6 mesi del 2014: è quanto hanno rilevato i sistemi di rilevazione antifrode messi a punto da CRIF. Si tratta di un dato rilevante se lo si confronta ad esempio con le rapine in banca che sono state poche centinaia. Le frodi creditizie pesano in maniera sempre più significativa sul credito al consumo, con un aumento dell’importo medio del 7%. Questi i dati principali che emergono dall’ultima edizione dell’Osservatorio CRIF sui furti di identità e le frodi creditizie.

Qual è il profilo delle vittime? In 6 casi su 10 (il 60,3% del totale) si tratta di uomini. Nel primo semestre 2014, però, si registra una ulteriore crescita delle donne vittime di frode, con un +3,6% rispetto allo stesso periodo del 2013.

La classe di età più coinvolta? Quella compresa tra i 31 e i 40 anni (con il 25,6% dei casi), in lieve aumento rispetto al primo semestre 2013. Segue la fascia d’età degli under 30 (con il 24,8% del totale), che probabilmente pagano a caro prezzo la tendenza a sottovalutare i rischi di pubblicare i propri dati personali sul web, spesso utilizzati dai frodatori per ricostruire l’identità delle ignare vittime. La classe che invece ha fatto registrare il maggior incremento risulta essere quella degli over 60 (+27,6%, attestatasi all’11,1% del totale).

“In Italia il furto di identità è un fenomeno ancora poco conosciuto dai consumatori, che spesso sottovalutano l’importanza di proteggere i propri dati personali dai malintenzionati – spiega Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF – Essere consapevoli della loro esposizione sul web, ad esempio, potrebbe rappresentare il primo passo per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità, con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito. Non solo questo fenomeno criminale continua a crescere ma, come purtroppo accade ogni anno, per il periodo Natalizio ci aspettiamo un picco di casi in concomitanza con l’accentuarsi dei consumi che vengono finanziati durante le festività di fine anno”.

Ma cosa viene acquistato attraverso un finanziamento fraudolento? Il 53,7% degli acquisti effettuati con frodi creditizie tra gennaio e giugno 2014 è costituita da elettrodomestici o oggetti di elettronica, informatica e telefonia. Dato che rappresenta un segnale di allarme rispetto all’imminente periodo natalizio in cui, tipicamente, si registra un’accentuazione dei casi a fronte dei maggiori volumi di operazioni per finanziare gli acquisti di fine anno. Mantengono una quota significativa anche il comparto auto-moto (6,0%) e quello dell’arredamento (5,4%).

Nell’80% dei casi la tipologia di finanziamento oggetto di frode è costituita da prestiti finalizzati: questo si spiega soprattutto con il fatto che la frode viene spesso portata a termine presso un punto vendita (ad esempio una concessionaria auto o moto) oppure una catena di distribuzione, che rispetto agli istituti di credito hanno l’esigenza di rispondere al cliente in tempi stringenti, penalizzando la prevenzione a vantaggio delle vendite.

Analizzando l’entità dei crediti ottenuti fraudolentemente, anche nel corso del primo semestre 2014 emerge la predominanza dei piccoli importi (i cosiddetti small ticket): in linea con il periodo precedente, infatti, circa il 43% dei casi riguarda frodi di importo inferiore ai 1.500 Euro. Per altro, le frodi in questa fascia di importo sono in aumento del 14% rispetto al primo semestre 2013.

Questa tendenza è giustificata dal fatto che i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello ma presso esercenti e punti vendita, sono quelli che tipicamente si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati. Al contempo, però, l’Osservatorio CRIF mette in evidenza come il 27% dei casi rilevati abbia riguardato finanziamenti di importo superiore ai 10.000 Euro.

I tempi di scoperta delle frodi creditizie sono caratterizzati principalmente da due macro-categorie: mentre da un lato solo la metà dei casi viene scoperta entro 12 mesi, dall’altro va rimarcato come circa il 18% del totale venga scoperto dopo 3 anni o più, con inevitabili maggiori disagi per le vittime.

Nel complesso si continua ad osservare una polarizzazione dei tempi di scoperta: se la frode non viene alla luce nei primi mesi (ad esempio in seguito alle prime operazioni di sollecito di pagamento ricevute dal consumatore frodato) rimane nell’ombra molto a lungo, rendendo poi estremamente difficoltoso ricostruire il caso e ripristinare la reputazione creditizia della vittima. Evidentemente, tanto più si allungano i tempi di scoperta quanto più scarse saranno anche le possibilità di individuare l’autore del crimine.

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