Gdo, Altroconsumo: per risparmiare basta cambiare supermercato

uomo supermercato

Caccia al risparmio nei supermercati, negli ipermercati e negli hard discount: la cifra media che può rimanere in tasca al consumatore se sceglie il posto più economico per fare la spesa è di oltre 3500 euro, più del doppio rispetto allo scorso anno. Lo conferma l’annuale inchiesta di Altroconsumo, svolta su 909 punti vendita in tutta Italia, in 68 città. Come evidenzia la ricerca, talvolta per risparmiare non serve cambiare stile di vita: basta cambiare supermercato.

Basti pensare che nel milione di prezzi esaminati da Altroconsumo il prodotto con la minore oscillazione di prezzo, la Nutella, ha comunque una variabilità del 37%: nel supermercato più caro costa un terzo in più rispetto a quello più economico. La conseguenza della situazione economica è che cambiano le abitudini di spesa dei consumatori, che fanno sempre maggiore attenzione ai prezzi, ai volantini e alle promozioni, per cercare di risparmiare il più possibile. Le categorie merceologiche prese in considerazione da Altroconsumo sono più di cento – fra queste pasta, olio, biscotti, acqua minerale, detersivi, prodotti per la cura personale e molti altri ancora – e l’indagine ha preso in considerazione tre modelli di acquisto: il carrello della spesa con i prodotti di marca, il carrello con i prodotti a marchio commerciale (come Coop, Esselunga, Carrefour…) e il carrello con i prodotti più economici trovati sugli scaffali dei punti vendita, discount compresi.

Quali i risultati? Fare la spesa mettendo nel carrello i prodotti di marca, come fa la maggior parte degli italiani, costa in media 6.356 euro l’anno a famiglia. Se si passa ai prodotti col marchio della catena si può risparmiare il 19%, mentre il risparmio è pari al 33% per i prodotti più economici di iper e supermercati. Il risparmio è pari addirittura al 55% se si abbandonano iper e supermercati e si fa la spesa al discount. Per i prodotti di marca, le insegne che garantiscono il maggiore risparmio sono U2 Supermercato e Auchan, che si piazzano ai primi posti anche per i carrelli con prodotti a marchio commerciale, mentre per il carrello con i prodotti più economici in assoluto le prime posizioni sono ovviamente occupate dai discount: nell’ordine, Eurospin, Penny Market, Prix Quality, Lidl.

Spiega Altroconsumo: “Sono oltre un milione i prezzi che abbiamo monitorato, in un’inchiesta che ha coinvolto 909 punti vendita di 68 città italiane. La superconvenienza è di casa a Verona, che da anni (escluso il 2013) detiene il primato di città, in media, più conveniente: qui in un anno una famiglia spende in media 5.415 euro a fronte di una media italiana pari a 6.356 euro. Secondo la classifica per città, infatti, la spesa più economica si fa in un punto vendita di Verona, SuperRossetto, subito seguito da Iperlando di Padova, Auchan di Catania e Iperlando di Treviso. Il dato singolare riguarda la prevalenza regionale del Veneto, dove si trovano i punti vendita più economici ma paradossalmente anche i più cari. Tra le città più care, invece, troviamo Venezia-Mestre, Bologna, Aosta, Ferrara e Modena, dove sbagliare supermercato può arrivare a costare ben oltre i 7.000 euro”.

I prezzi variano inoltre da città a città sulla base del livello di concorrenza fra le diverse catene: se nella classifica per città il podio va a Verona, Padova e Catania, nella classifica per catene hanno ottenuto il miglior risultato, per il secondo anno consecutivo, i Supermercati U2, che condividono la prima posizione con Auchan, immediatamente seguiti da Iper e Leclerc Conad e a pari merito Esselunga, Pam, Il Gigante e Ipercoop. Se invece si sceglie di acquistare prodotti a marchio commerciale e non di marca negli hard discount, il risparmio sulla spesa finale può superare il 60%. Passare dal più economico dei supermercati al migliore degli hard discount consente un risparmio di 3.800 euro l’anno in alcune regioni. Così, le prime posizioni sono dominate dai discount: Eurospin, Penny Market, Prix Quality e Lidl. Solo in nona posizione si ritrovano gli ipermercati e supermercati con Auchan, Iper, U2 e Carrefour.

Per i prodotti a marchio commerciale (ovvero quei prodotti che richiamano all’insegna della catena) l’indagine ha selezionato 95 tipologie di prodotti, solo tra quelle catene che abbiano un numero sufficiente di marche commerciali: anche qui la classifica è dominata da U2, che distanzia notevolmente la seconda, ovvero Auchan, cui segue Ipersidis, Ipercoop, Leclerc, Bennet, Carrefour e Conad.

Nel confronto tra regioni, spiega l’associazione, il Veneto emerge come il territorio dove la concorrenza gioca un ruolo virtuoso e efficace per le tasche del consumatore; su un carrello di spesa fatto di prodotti di marca è Treviso a risultare la città più conveniente, tra tutte le 68 della classifica. Territorio altrettanto dinamico la Toscana, con Firenze e Pistoia al secondo e terzo posto. Altra regione dove si spende meno che nella media italiana per l’acquisto dei prodotti nei super e iper e è il Piemonte, con Cuneo e Asti al quarto e quinto posto. Anche Umbria e Puglia offrono a chi fa la spesa e punta alla marca possibilità di risparmio notevoli. Al contrario Lazio e Sicilia tra i territori a alta densità e Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata e Molise, tra quelli con densità inferiore, hanno dinamiche concorrenziali attenuate, un’offerta ingessata al consumatore che tiene i prezzi mediamente più alti.

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