Giornata infanzia, Telefono Azzurro: i ragazzi temono il futuro e la solitudine

I bambini e i ragazzi italiani sono spaventati. E non solo per il clima di apprensione che si è scatenato negli ultimi giorni in seguito agli attacchi di Parigi. Hanno paura di quello che li attende nel loro futuro e lottano continuamente con il timore di non sentirsi al sicuro e protetti nel modo giusto. È quanto emerge dall’indagine “Diritti inascoltati, cosa chiedono i nostri ragazzi”, realizzata da Telefono Azzurro e Doxa Kids in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’ adolescenza.

Nonostante la crisi economica stia cominciando a lasciar passare qualche tenue spiraglio di luce, il 37% dei ragazzi italiani si dice preoccupato rispetto alla possibilità di riuscire a trovare un lavoro e di non avere successo nella vita (29%) e non riuscire ad avere una famiglia propria (1 su 10). Un futuro a tinte cupe, dunque, a cui si accompagna un forte senso di mancanza di protezione anche nella vita di tutti i giorni, tra i banchi di scuola, come davanti al proprio computer. Il 20% teme infatti di essere vittima di violenze e prevaricazioni da parte dei compagni di scuola e il 14% si dice preoccupato dei rischi che si possono correre navigando in rete ma sono in tanti a temere anche di incappare in giri di amicizie poco affidabili (28%).

“Le parole dei ragazzi, evidenziano come siamo in un periodo storico di transizione. Ci sono movimenti imponenti di persone che si spostano dai paesi più poveri alla ricerca di migliori condizioni di vita, c’è un cambio di valori e punti di riferimento, una inarrestabile trasformazione dovuta alle nuove tecnologie, tutti segnali di un cambiamento epocale”, dichiara il Prof. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro. Sembra quindi che le sicurezze che sembravano acquisite dalle precedenti generazioni di bambini e adolescenti stiano andando scomparendo molto rapidamente lasciando al posto a paure che i ragazzi vivono spesso in solitudine.

Quali sono dunque i diritti per i quali i ragazzi chiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni, prima fra tutte la scuola? Tra le mura delle aule e degli istituiti scolastici, il desiderio principale è quello di poter aver un maggiore orientamento verso il mercato del lavoro (53%) a cui si accompagna la richiesta di una didattica più “tecnologica” (51%). A questo si affianca il bisogno di poter avere una protezione adeguata nel caso in cui si resti vittima di episodi di bullismo (42%). Spesso su questo argomento gli insegnati sono impreparati e non dispongono degli strumenti adeguati per rispondere in maniera efficace nella gestione delle situazioni concrete, soprattutto se le prepotenze tra compagni si sviluppano sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione e socializzazione.

Oltre che alla scuola, i ragazzi indirizzano il loro appello in modo diretto anche alla politica chiedendo una maggiore parità di opportunità che prescinda dalle condizioni economiche (42%) o dalla nazionalità di appartenenza (27%). Sfide complesse che richiedono un intervento sempre più urgente da parte dei “grandi”.

In una nota a margine da parte del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si specifica come “la tutela della salute dell’età evolutiva è una priorità della politica sanitaria. Un lavoro di sinergia tra diversi interlocutori che ha lo scopo di prevenire le più inaccettabili forme di violenza, sia subìta che assistita, maturate in qualsiasi contesto.” Il Ministro della Salute ha poi sottolineato l’impegno “in un’azione interistituzionale, non solo per prevenire e contrastare gli abusi, ma anche per rendere più capillare lo sviluppo di servizi idonei all’assistenza, all’accoglienza, all’ascolto e all’informazione offerti a donne e minori e a tutti i soggetti vulnerabili”.

di Elena Leoparco

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