Grotte di sale contro mali di stagione? Altroconsumo: dubbi su efficacia

 

Contro asma, sinusiti, raffreddori di stagione, ma anche ritenzione idrica e invecchiamento della pelle c’è l’haloterapia, meglio conosciuta come terapia delle grotte di sale. Una moda recente, scoppiata un po’ ovunque, soprattutto al Nord. Ma quanto è efficace? Secondo Altroconsumo non esistono evidenze scientifiche che dimostrino i suoi effetti terapeutici e l’haloterapia non rientra in un quadro normativo preciso quindi ognuno dice la sua. E si sa che quando è così le promesse miracolose abbondano.  

Lo slogan che ricorre più spesso su siti, volantini ed è ripetuto dal personale è che una seduta nella grotta di sale corrisponde a 3 giorni di permanenza al mare: l’ambiente di una grotta di sale (con pareti, pavimento e soffitto ricoperti di cloruro di sodio) dovrebbe regalare lo stesso beneficio dell’aerosol marino e delle miniere di salgemma. Nelle stanze vengono impiegati degli halogeneratori o micronizzatori di sale: apparecchi che frantumano il sale in piccole particelle, nebulizzandole a secco.

I centri vendono questa terapia come “un ottimo rimedio per sbarazzarsi di polveri sottili, agenti inquinanti e allergeni” in grado di “incrementare le difese naturali dell’organismo”. C’è anche chi lo raccomanda per infezioni virali, asma, malattie polmonari ostruttive, sinusiti, tonsilliti, bronchiti e allergie, ma anche patologie come fibrosi cistica, disturbi della digestione e ritenzione idrica. Insomma, la terapia con il sale sembra un vero toccasana.

Purtroppo non è così perché non esistono evidenze scientifiche che dimostrino gli effetti terapeutici dell’haloterapia. “Questo significa che nessuno può dimostrare che le grotte di sale siano in grado di curare malattie delle vie respiratorie o funzionino contro tutti i disturbi elencati – scrive Altroconsumo – Meglio ricordarlo, soprattutto per un pacchetto di sedute può costare anche 300 euro, praticamente un euro per minuto di permanenza. A oggi l’attività delle grotte di sale è priva di regolamentazione, non risulta inquadrata né in ambito sanitario e neanche in quello estetico. In poche parole: si tratta di un’attività non controllata da nessuno e di cui ognuno si sente libero di dire la sua.

Condividi questo articolo