«Ho mollato il lavoro per fare il casalingo a tempo pieno»

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 Da infermiere a mammo. In occasione della Festa del Papà, la storia di Oscar Matti, il papà casalingo

«Occuparsi a tempo pieno di casa, famiglia e figli per un uomo credo che sia faticoso come per una donna, ma forse le donne riescono a essere più organizzate». Oscar Matti ha 42 anni e di professione fa il casalingo. Sposato da dieci anni, padre di tre bambini (Alessandro, Giacomo e Ondina) con l’arrivo del secondogenito ha deciso insieme alla moglie Orsetta di dedicarsi completamente alla casa e ai figli. «Mia moglie- racconta Oscar Matti- fa l’avvocato e a un certo punto ci siamo trovati a dover rispondere a una domanda: “Come facciamo a gestire tutto?” Semplice. Rimango a casa io!».

GLI INIZI
E così è stato. Oscar lascia il suo lavoro da infermiere e per lui inizia una nuova vita tra pentole e padelle, pulizie e panni da stirare. «I miei amici e i miei familiari – racconta- mi hanno tutti sostenuto fin da subito in questa scelta.  Mia moglie oggi è contenta di poter fare il lavoro che le piace sapendo di lasciare in ottime mani i figli. I nostri bambini fin da piccoli sono cresciuti con il papà in casa. Per loro è normale che sia la mamma quella che arriva a casa e si piazza sul divano».

«LAVORO 16 ORE AL GIORNO»
Una decisione inconsueta quella di Oscar che ha cambiato radicalmente le sue giornate. La vita da perfetto uomo di casa, infatti, è tanto dura quanto frenetica. Mentre la moglie lavora, è  lui che alleva i figli, cucina e manda avanti la casa. E non solo. Si occupa della spesa, delle lavatrici e dei compiti dei bambini. «Fare il casalingo significa lavorare almeno sedici ore al giorno. Mi alzo alle 7.30, poi sveglio i figli e nel frattempo preparo la colazione. Segue quindi la vestizione e il primo riordino sommario delle camere, già riordinate la sera prima. Accompagno i bambini, chi a scuola chi all’asilo. Poi, vado a fare la spesa e sbrigo le diverse commissioni. Prendo un caffè al bar e di nuovo rientro a casa. Riordino minuziosamente, pulisco e preparo il pranzo. Esco a riprendere i figli. Mangiamo. Rassetto la cucina, mentre i piccoli giocano. Preparo la merenda,  li aiuto con i compiti, preparo la cena e finalmente arriva  mia moglie!»

«ESPERIENZA ARRICCHENTE»
Accudire casa e figli è diventato per Oscar un vero e proprio lavoro, che affronta ogni giorno con una certa ironia e che ha deciso qualche tempo fa di raccontare anche in un libro dal titolo «Il Casalingo. Una giornata del maschio moderno», pubblicato per GCE. «Credo che un giorno ritornerò a fare l’infermiere, perché trovo che in ogni caso, anche se quella che sto vivendo è un’esperienza arricchente, il lavoro ti consente un guadagno e delle relazioni sociali stabili».

I PREGIUDIZI
Nei  confronti degli uomini casalinghi esiste ancora un certo pregiudizio che lui spiega così: «L’uomo – dice- vive l’essere casalingo come una perdita del ruolo dominante all’interno della famiglia e agli occhi della società. O forse ha capito benissimo che occuparsi delle faccende domestiche è di gran lunga più impegnativo di qualsiasi altro lavoro». Ed Oscar che è casalingo a tempo pieno ne sa qualcosa. «Vivendo questa esperienza in prima persona – dice – ci si rende davvero conto di quanto sia un lavoro a tutti gli effetti. Qualcuno dirà che occuparsi dei figli durante tutta la giornata non deve essere vissuto come un lavoro. Bene, basta provare.»  

IL CONSIGLIO
E agli uomini che si rifiutano di essere collaborativi nelle faccende domestiche suggerisce: «Quando arrivate a casa e vedete vostra moglie trasandata, con i capelli in aria, lo sguardo perso nel vuoto, pensate che anche un piccolo aiuto ha un valore enorme per lei. Perché lei, a differenza vostra che lavorate soltanto otto ore, lavora almeno sedici ore e spesso, mentre voi dormite, fa anche il turno di notte».

di Angela Altomare

Fonte: vanityfair.it/news/italia/15/03/18/papa-casalingo-mammo

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