I mille volti della birra, tra qualità, ambiente e controlli

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Acqua, orzo, luppolo e lievito. La birra è ancora oggi realizzata secondo la stessa ricetta originale. In Italia si registrano i consumi più bassi d’Europa, ma nonostante l’aumento delle accise e la crisi, le aziende birraie tengono il mercato proponendo un prodotto di qualità, green, sicuro e controllato.Sulla birra il Corpo Forestale ha fatto il punto, oggi a Roma,  con un evento dal titolo “MicroMaxi,  i mille volti della birra”.

All’iniziativa interverranno i rappresentanti di AssoBirra, Coldiretti, UnionBirrai, nonché produttori di birre artigianali e industriali. Ci sarà anche uno spazio riservato al sistema dei controlli preventivi e repressivi su tutta la filiera effettuati dalla Forestale negli ultimi anni.

Produzione e mercato della birra

Malgrado l’ulteriore peggioramento della crisi economica che ha colpito tutti i settori dell’economia nazionale, compreso l’agroalimentare, nel 2013 le aziende birraie italiane hanno mantenuto pressoché invariate le quantità produttive e i consumi. L’export,  anche se in leggero ribasso, si è confermato poco al di sotto della soglia dei 2 milioni di ettolitri che rappresenta pur sempre il doppio del 2007, ultimo anni pre-crisi. E l’apporto complessivo del settore alle casse dello Stato si è mantenuto intorno ai 4 miliardi di euro, di cui quasi 500 proveniente dalle sole accise.

L’Italia è uno dei paesi più bassi per consumo di alcol e di birra. Fenomeno che ha portato a realtà produttive molto piccole. “I primi micro birrifici nascono nel 1988. La diffusione aumenta nel 2010 e oggi si possono contare 850 microbirrifici con una produzione media annua di 700ettolitri e di circa 500mila ettolitri l’anno complessivamente nel 2014”, precisa Alessio Selvaggio di UnionBirrai.

Dal boom dei micro birrifici in Italia è venuta anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che – sottolinea Coldiretti – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole . Non è un caso che per la prima volta nel 2014 le birre sono entrate nell’elenco dei prodotti tradizionali censiti dalle Regioni dove si trovano specialità come la birra di Savignone (Liguria), la birra della Valganna (Lombardia) e la birra di Fiemme (Trentino).

Frodi e controlli: scoperto riso per cani utilizzato per produrre birra

E’ di oggi la notizia della scoperta di riso per l’alimentazione dei cani o la produzione di mangimi che veniva, invece, utilizzato per la produzione di birra. E’ il risultato di un’operazione congiunta condotta dal personale del Corpo forestale dello Stato (Comando Provinciale e Comando Stazione di Vercelli, Comando Stazione di Albano Vercellese) e dell’Agenzia delle dogane. Nei locali di produzione di un  birrificio artigianale sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 250 chilogrammi di riso non destinato al consumo umano. Il titolare del micro-birrificio è stato denunciato per frode in commercio e inosservanza del divieto d’impiego di sostanze alimentari private anche in parte dei propri elementi nutritivi.

L’indagato rischia la reclusione fino a due anni o una multa di circa duemila euro. Niente a confronto di quanto accadeva 4500 anni fa: “Chi adulterava la birra veniva punito l’annegamento nella birra stessa adulterata”, ironizza Isidoro Furlan, del Corpo forestale dello Stato.   “In altri paesi europei – prosegue Furlan – come nell’est del continente, i controlli sono veramente pochi e troviamo alle frontiere camion che portano in Italia prodotti accompagnati da documentazione lacunosa se non assente”.

Birra sinonimo di sostenibilità

Tra i mille volti della birra c’è anche quello “green”. “Questa filiera ha fatto molto di più di altre – spiega Filippo Terzaghi, direttore di AssoBirra – Circa 50 anni fa per produrre un litro di birra era necessaria qualche decina di litri di acqua. Oggi ne sono sufficienti solo 3. Anche le emissioni di CO2 sono state abbattute, nell’ordine del 40% e da sempre è previsto un piano di  riduzione della quantità di vetro nelle bottiglie. La birra può essere considerata la categoria più virtuosa in materia di imballaggi e di trattamento dei vuoti a rendere.

Un settore colpito dalle tasse

Le virtuosità ecologiche della birra si scontrano con il grande aumento delle accise sul prodotto.  Terzaghi ricorda l’incremento del “30% in soli 18 mesi. Oggi 1 sorso di birra su 2 che consumiamo se lo beve il fisco. E’ del 1°gennaio di quest’anno l’ultimo aumento di accise. E pensare che il settore potrebbe dare di più in termini di occupazione. Se solo le accise in Italia fossero al livello di Germania o spagna il settore potrebbe generare 7mila nuovi posti di lavoro in un anno”.

A cura di Silvia Biasotto

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