Indagine Ivass: “Forse sei assicurato e non lo sai”

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“Sei assicurato e forse non lo sai”. Non è detto che il premio assicurativo pagato sia enorme – nel 61% dei casi sembra inferiore ai 30 euro – ma di sicuro sono soldi che escono dalle tasche dei consumatori spesso in modo inconsapevole, perché l’assicurazione fa parte di un pacchetto all inclusive oppure viene offerta “gratuitamente” oppure viene già selezionata ed è onere del cliente decidere di non volerne fruire. A fare il quadro della situazione un’indagine dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass).

L’Ivass ha infatti pubblicato online il report “Sei assicurato e forse non lo sai” che riporta i risultati dell’indagine sulle coperture assicurative legate a prodotti o servizi di natura non assicurativa. “L’indagine ha fatto luce su un fenomeno di larga diffusione in Italia che coinvolge più di 15 milioni di assicurati con oltre 1600 tipologie di “pacchetti” offerti a seguito di accordi commerciali tra imprese di assicurazione e operatori economici di varia natura – spiega l’Istituto – Tra questi spiccano agenzie di viaggi e tour operators, concessionari auto, istituti bancari, aziende per la fornitura di energia elettrica, gas e acqua, aziende di trasporto marittimo o aereo, aziende produttrici o distributrici di beni di largo consumo, Federazioni Nazionali e Associazioni sportive”.

I servizi bancari, sportivi, di viaggio e di public utilities (forniture di acqua, gas ed energia elettrica) sono risultate le aree più interessate dal fenomeno. L’indagine ha riguardato 178 imprese: sul totale, 63 commercializzano prodotti assicurativi legati a prodotti o servizi di natura non assicurativa. In totale gli assicurati sono oltre 15 milioni. Dall’indagine è emerso che fra i prodotti all inclusive, la stragrande maggioranza (89,2%) prevede un’adesione automatica da parte del cliente. L’adesione può anche avvenire attraverso un meccanismo di opt-out, in base al quale (è il caso spesso del settore viaggi e dell’online) al cliente vengono presentate garanzie assicurative pre-selezionate: spetta a lui de-selezionarle se non intende acquistarle.

Nel 46% dei casi il costo della polizza è indicato in modo distinto dal costo del bene o del servizio principale, mentre nei restanti casi le imprese dichiarano che l’assicurazione è a titolo gratuito per l’assicurato oppure che è compresa nel prezzo del pacchetto: un dato, quello della gratuità, che però è difficile da verificare, sottolinea l’Ivass. Circa il 61% dei pacchetti presenta coperture assicurative con un premio inferiore ai 30 euro, mentre il 9% si attesta fra 31 e 100 euro e il 23% ha premi superiori ai 100 euro.

Spesso le coperture assicurative sono parte integrante di offerte commerciali di prodotti o servizi di natura non assicurativa (all inclusive) oppure sono distinte e abbinabili al bene o al servizio. “In molti casi viene dichiarata la gratuità della copertura assicurativa, aspetto che dovrà essere approfondito per accertare che i relativi costi non siano ribaltati sui consumatori dai fornitori del bene/servizio principale”, spiega l’Istituto, il cui obiettivo è quello di garantire che il consumatore sia consapevole di aderire a un’assicurazione quando acquista un bene o un servizio.

Dall’indagine però sono emerse criticità che riguardano la conoscibilità delle garanzie, le modalità di adesione o scioglimento del contratto, la chiara indicazione dei costi. Esistono così forme di silenzio-assenso dell’assicurato, che si ritrova vincolato a un contratto di assicurazione se non esprime una volontà contraria, e meccanismi di opt-out per cui spetta al cliente “spuntare” e deselezionare le garanzie già presentate come pre-selezionate. In alcuni prodotti – nonostante l’adesione alla garanzia avvenga in modo automatico – viene richiesto all’assicurato di recedere invece in modo esplicito dal contratto.

Un altro dei problemi segnalati dall’Ivass riguarda la conoscibilità delle coperture assicurative al fine della loro effettiva applicazione: in pratica, con meccanismi quali il silenzio-assenso e l’opt-out, c’è “il rischio di una inconsapevole adesione dei consumatori, che non acquisendo consapevolezza delle coperture disponibili, non vi faranno ricorso in caso di bisogno”. Altro problema: l’importo del premio assicurativo non viene indicato quando le imprese dichiarano che questo fa parte di un pacchetto all inclusive o se dichiarano che la garanzia è offerta a titolo gratuito. I risultati dell’indagine sono stati trasmessi all’Autorità Antitrust, al Garante privacy e all’Autorità per l’energia “per valutare l’opportunità di attivare azioni congiunte a tutela dei consumatori” e alle associazioni dei consumatori.

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