La macchina per il pane

macchina pane

Utilizzata gia’ da tempo in altri paesi europei, in particolare in Germania, oggi anche in molte cucine italiane fa capolino la macchina per il pane.

Si tratta di un elettrodomestico che da solo si occupa delle tre fondamentali fasi della panificazione: impasto, lievitazione e cottura. Da solo? Si’, e’ sufficiente inserire nell’apposita forma gli ingredienti e voila’! Il pane e’ fatto! Naturalmente, pur essendo un procedimento molto semplice, non sempre si ottengono risultati soddisfacenti – occorre un po’ d’esperienza e anche qualche piccolo fallimento! – e soprattutto occorre tener presente due cose: il pane cosi’ preparato risultera’ differente dal pane artigianale – ma non meno buono o meno gustoso – e soprattutto ci sono dei limiti di forma, ovvero si ottiene del pane in cassetta, a forma di parallelepipedo o di cubo.

Ma procediamo con ordine.
La macchina. Esistono macchine per il pane di marche diverse e con diverse caratteristiche, ma fondamentalmente si tratta di prodotti abbastanza simili. Se non e’ fondamentale che la macchina abbia un numero infinito di programmi – in genere ne ha sempre non meno di 5 o 6 – o che sia dotata di timer – che consente di programmare l’accensione della macchina ad un orario stabilito – , e’ invece importante che sia dotata di una batteria tampone e che si possa anche tarare il programma prescelto in base alle quantita’ di pane che si vogliono ottenere. La batteria tampone consente di non dover buttare via l’impasto nel caso di black out. La preparazione del pane infatti dura da un minimo di 2 a un massimo di 4 ore – dipende dal tipo di programma scelto e dalla ricetta che si vuole seguire – e se durante la lavorazione viene a mancare la corrente e’ un bel guaio.

La batteria tampone ha un’autonomia di circa 20-30′ e consente di non interrompere il lavoro della macchina. Per quanto riguarda invece il secondo aspetto e’ importante che, se la macchina produce fino a un kg di pane ma consente anche di preparare “pagnotte” da 500 g dimezzando le dosi degli ingredienti, sia anche in grado di variare il programma utilizzato in funzione della minor quantita’ di ingredienti. Oltre a cio’, per orientarsi nella scelta, occorre tener presente l’effettivo consumo di pane del proprio nucleo famigliare ed acquistare una macchina che consenta di soddisfare tali esigenze. Il numero dei programmi dicevamo che non e’ fondamentale.

Puo’ risultare comodo il programma che consente di preparare anche solo l’impasto – senza cottura – utile per esempio per preparare la pizza o se si vuole cuocere il pane nel forno e non nella macchina. Il programma che esclude la lievitazione e’ invece utile se si vogliono preparare impasti per dolci. Il timer invece risulta molto comodo se vogliamo trovare pane fresco la mattina quando ci alziamo o la sera quando rientramo a casa. Esso infatti consente di programmare l’accensione ad un orario specifico. I prodotti migliori sul mercato consentono non solo di scegliere tra tre differenti gradi di cottura della crosta – chiara, media e scura – ma anche dell’impasto stesso – cotto, cottura media e ben cotto. Anche la potenza del motore non costituisce una discriminante per la scelta del vostro elettrodomestico perche’ non sempre motore potente e’ sinonimo di buona qualita’.

Infine, se fino ad 1,2 kg di pane la macchina lavora bene anche con una sola pala – quello che spesso viene chiamato “coltello” e che serve per lavorare l’impasto -, per quantita’ superiori e’ meglio avere due pale. Se ci si stufa della caratteristica forma del pane a cassetta, si puo’ anche provare a cuocere la pasta nel forno di casa dandole la forma che piu’ si preferisce. In questo caso si usa il programma per il solo impasto; unica accortezza: l’ultima lievitazione avverra’ fuori dalla macchina – nel forno spento o leggermente riscaldato – perche’ occorrera’ prima dare la forma all’impasto, quindi lasciar lievitare e poi cuocere.

 

 

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