Legambiente lancia #stopalconsumodisuolo con un portale dedicato

#stopalconsumodisuolo è la nuova campagna lanciata da Legambiente per censire i paesaggi che, con l’edificazione continua e la cementificazione dei territori, sono destinati a sparire. Il portale stopalconsumodisuolo.crowdmap.com raccoglierà informazioni, fotografie e video per creare una mappa condivisa delle aree da salvare dai grandi progetti edilizi, dalle lottizzazioni e dalle autostrade: il portale ha già raccolto le segnalazioni di oltre cento aree in pericolo.

Insieme al portale, l’associazione ambientalista ha pubblicato il dossier “Basta case vuote di carta” che analizza il consumo di suolo e la diffusione di case inaccessibili per chi invece ne avrebbe bisogno. Afferma l’associazione: “Un’invasione di case insicure, fragili, non coibentate, energeticamente costose e spesso vuote e inutili, insieme a capannoni, autostrade, parcheggi, cave e strade continuano a cancellare importanti porzioni del nostro territorio. In tre anni abbiamo perso, secondo Ispra, ben 720 chilometri quadrati di suolo. Nemmeno la crisi ferma questa epidemia cementificatoria, che devasta il Paese senza incidere per nulla sull’emergenza casa che riguarda ben 650mila famiglie che per reddito e condizioni avrebbero diritto ad un alloggio di edilizia popolare”.

Il tasso di consumo di suolo è salito dal 2,9% degli anni Cinquanta all’odierno 7,3% annuo. Fra le città con le superfici più cementificate ci sono Napoli e Milano (con oltre il 60%) seguite da Pescara e Torino (oltre il 50%) e poi da Monza, Bergamo, Brescia e Bari con oltre il 40% di superficie impermeabilizzata. Il consumo di suolo è legato a due altre questioni fondamentali: l’emergenza casa e la riqualificazione urbana.

Basti pensare che negli ultimi cinque anni in Italia sono stati emessi oltre 311mila sfratti, e milioni di famiglie vivono condizioni di grave disagio per pagare le rate del mutuo o dell’affitto nonostante siano 2milioni e 700mila le case vuote su tutto il territorio italiano (contro le 700mila nel Regno Unito). ”Servono nuove politiche, con risorse stabili per riqualificare il patrimonio edilizio pubblico in locazione e per creare nuovi alloggi negli ambiti di riqualificazione, con nuovi strumenti urbanistici e fiscali da affidare ai Comuni per gestire il patrimonio immobiliare. Interventi che mancano completamente nel Decreto Lupi sulla casa in corso di approvazione in Parlamento”, afferma Legambiente. Allo stesso tempo, la riqualificazione urbana è carente: così l’Italia conta oltre 2milioni e 500mila edifici residenziali sui quali sarebbe urgente intervenire. Fra questi, ci sono 865mila edifici residenziali in aree ad alto rischio sismico, per un totale di circa 1,6 milioni di abitazioni, mentre il totale degli edifici residenziali a rischio medio ed alto raggiunge i 4,7 milioni, con punte elevatissime in Sicilia e in Campania. Ancora: 2,8 milioni di abitazioni, e 5,8 milioni di residenti, si trovano in aree a rischio frane e alluvioni, specialmente in Campania e in Emilia Romagna.

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