Liberalizzazioni, Liberi Farmacisti: “Il Governo sta con i conservatori?”

Rischi per la salute dei cittadini dalla liberalizzazione dei farmaci di fascia C? “E’ sconcertante come il responsabile Pd Sanità e il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari usino le stesse argomentazione e perfino le stesse parole utilizzate dal principale sindacato dei titolari di farmacia per difendere un monopolio di fatto”: lo dichiara il presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Vincenzo Devito, a seguito del No Casta Day che si è svolto ieri per protestare contro lo strapotere di lobby e corporazioni. “E’ grave ed allarmante che il responsabile Sanità del PD, parli di rischio per la salute dei cittadini se venisse liberalizzata la vendita dei farmaci di fascia C sapendo benissimo che questi farmaci verrebbero dati dallo stesso professionista che opera in farmacia; ovvero un farmacista regolarmente laureato ed abilitato – precisa Devito – E’ una mistificazione a cui non facciamo più caso, quando a proporla è l’associazione dei titolari di farmacia, ma diventa inaccettabile quando a sostenerlo è il responsabile del più grande partito al governo”.

Lo stesso partito che con Bersani ha avviato un processo di liberalizzazione in questo settore che bisogna perseguire, senza dover ricordare che in parafarmacia, si applicano le stesse regole sulla tracciabilità   dettate dalla farmacovigilanza.

Affermare che con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C chiuderebbero le piccole farmacie è ridicolo a fronte di una eventuale perdita stimata in 45/55 euro al giorno. La verità è che le farmacie non vogliono confrontarsi con una concorrenza vera, che porta benefici reali ai cittadini.

“Per quanto riguarda le certezze del Sottosegretario Simona Vicari anche qui siamo al tentativo di mistificazione perché non è vero che la Corte di Giustizia e la Corte Costituzionale sono contrarie alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, hanno solo espresso un giudizio sulla possibilità della legislazione italiana di porre limiti, limite che la politica è chiamata a modificare e può farlo. Per quanto riguarda l’apertura di nuove farmacie siamo al farsesco dopo tre anni nemmeno una farmacia si è aperta, e se mai ci si riuscirà, grazie al potere d’interdizione della lobby dei titolari di farmacia, queste saranno aperte in luoghi ameni dove la sopravivenza sarà impossibile, e quelle che resisteranno saranno meno del 7% delle attuali. Non si può certamente parlare di un cambiamento epocale.

Affermazioni del genere, a ridosso della settimana di mobilitazione coordinata dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e culminata con la giornata nazionale di protesta #NoCastaDay, hanno un sapore acro. Quel sapore amaro che si registra tutte le volte che si ha la sensazione di un potere politico sconnesso dai bisogni del Paese. Se la Commissione Europea, l’Antitrust nazionale ed europea, il Fondo Monetario Internazionale, associazioni dei consumatori, esperti economici e migliaia di cittadini chiedono di porre la parola fine all’influenza di lobby e corporazioni qualche motivo ci sarà.

“Asserire che la liberalizzazione dei farmaci di fascia C mette a rischio la salute dei cittadini è gravemente lesivo del decoro di tanti farmacisti di vicinato che lavorano in una parafarmacia”. E’ quanto afferma il presidente Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi), Davide Gullotta, al secondo giorno di presidio davanti a Palazzo Montecitorio per per puntare il dito contro l’ articolo 32 del
ddl Concorrenza sulla proprieta’ delle farmacie. “Il Governo – prosegue Gullotta – dovrebbe dire un fermo no alle lobby, mettendo mano a tutte le manchevolezze del ddl oggi in discussione, a cominciare dalla mancata liberalizzazione della fascia C. Ci viene piuttosto da rivolgere allo stesso Pd la seguente domanda: se il sistema italiano di accesso alla professione di farmacista è ancora ancorato a questioni di censo o di ereditarietà – prosegue il presidente Gullotta – sarebbe infatti molto più utile chiedersi quali siano le garanzie di salute offerte da chi semplicemente si limita ad ereditare una farmacia o a comprarla, senza dover superare nessun concorso od esame. Particolare che, in vista dell’ ingresso di grandi società di capitale nel settore delle farmacie, appare ancora piu’
palesemente inquietante”.

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