Mettiamoci in gioco, nuova campagna per essere liberi dall’azzardo

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Spot tv e radio, manifesti, locandine, vetrofanie, cartelli rotair, banner per siti, Facebook e Twitter. Sono gli strumenti della campagna di comunicazione contro il gioco d’azzardo lanciata da “Mettiamoci in gioco” e sostenuta da associazioni della società civile, dei consumatori e sindacati. Lo slogan, “Liberi dal gioco d’azzardo”, e il simbolo, una farfalla “si propongono”, dice Don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco, “di mettere in guardia i giocatori occasionali e i potenziali giocatori sui rischi del gioco”.

Non fatevi abbindolare dalla pubblicità: vincere non è facile, più giochi e più perdi. Queste sono le vere certezze dell’azzardo”. “La nostra è una campagna di comunicazione innovativa per il nostro Paese, perché per la prima volta parte dal basso, dall’opinione pubblica. Non contiamo di fare grandi numeri in poco tempo ma abbiamo tutte le potenzialità per toccare i 15-20 milioni di persone raggiunte dai nostri messaggi”, spiega Mauro Terlizzi, art director della campagna.

Il meccanismo è semplice: chi deciderà di aderire ala campagna farà circolare i materiali all’interno della propria rete di contatti, nei luoghi e negli incontri che organizza. “Invece di investire soldi per acquistare spazi pubblicitari, scommettiamo sulle relazioni sociali, sulla mobilitazione delle nostre organizzazioni, sui soci e sui volontari”, aggiunge Don Armando. Certo, fare breccia in un fenomeno come il gioco d’azzardo con messaggi così controcorrente non è un’impresa semplice, considerando che si tratta di uno dei pochi a non aver sentito particolarmente la crisi.

Il denaro investito dai giocatori è aumentato esponenzialmente dal 2004 al 2013, passando da 24,8 miliardi a 84,7 miliardi di euro. Le slot machine e i vlt (video lotterie) attraggono in totale il 56,3% del fatturato, seguiti dai giochi online (14,7%) e dalle lotterie (11,4%). È noto poi che il gioco d’azzardo può trasformarsi in una vera patologia e dipendenza, con conseguenze negative per sé, per la famiglia e per la società. Il Cnr stimava nel 2011 che fossero 17 milioni gli italiani che almeno una volta nell’arco dell’anno avessero giocato. Di questi 2 milioni sarebbero a rischio minimo di dipendenza e quasi 1 milione sono invece persone ad alto rischio o già dipendenti.

“Il testo della proposta di legge sul gioco d’azzardo è purtroppo ancora arenata tra Camera e Senato”, afferma l’On. Paolo Beni, “ma uno spiraglio di speranza c’è. La legge di stabilità per il 2015 prevede che una quota di 50 milioni di euro del fondo destinato alla sanità sia utilizzata per le patologie del gioco d’azzardo. Faremo in modo, inoltre, che siano incluse nel testo della legge almeno alcune, se non tutte, le proposte di legge che per il momento aspettano di essere approvate, ossia una definizione del fenomeno, l’individuazione di centri per la cura sul territorio e un osservatorio interministeriale”.

di Elena Leoparco

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