Ministero Salute, morbillo: copertura vaccinale ancora insufficiente

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In Italia la copertura vaccinale contro il morbillo è ancora lontana dal 95%, valore necessario a garantire il controllo e l’eliminazione di questa malattia, che può avere complicazioni serissime. Nell’ultimo anno poi la copertura vaccinale è scesa. Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato al 2015 il termine per l’eliminazione di morbillo e rosolia in Europa. C’è ancora da fare, e la recente flessione delle vaccinazioni non aiuta.

Nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha ospitato una delegazione composta da funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) impegnati nel Piano globale di eliminazione del morbillo e della rosolia  e da componenti della Commissione Regionale Europea di Verifica dell’eliminazione del morbillo e della rosolia (CRV). L’obiettivo della visita, spiega il Ministero, era di “valutare lo stato di avanzamento del processo di eliminazione nel nostro Paese, impegnato in questo programma dal 2003, fornire un supporto per il superamento di eventuali criticità e individuare possibili sinergie per la piena implementazione del Piano”.

Dice il Ministero della Salute: “Nel 2.000, su 1,7 milioni di morti infantili dovute a malattie prevenibili con la vaccinazione nel mondo, circa la metà era attribuibile al morbillo, una malattia apparentemente banale, che può causare numerose complicanze, anche serie, come l’encefalite e la panencefalite sclerosante subacuta, fino al decesso. Tuttavia, nonostante l’efficacia e la sicurezza del vaccino contro il morbillo siano continuamente ribadite dalle autorità sanitarie e dalla comunità scientifica, in Italia la copertura vaccinale è ancora lontana dal 95%, valore necessario a garantire il controllo della malattia e la sua successiva eliminazione. Nell’ultimo anno è ulteriormente scesa, arrivando a poco più dell’88%”. La conseguenza di tutto questo è che continuano le segnalazioni di casi di morbillo e la circolazione del virus nei non vaccinati: nel 2014 sono stati segnalati 1.674 casi. E c’è un aumento dei casi complicati e che necessitano di ricovero ospedaliero (nel 2014, il 29,4% dei casi è stato ricoverato) in quanto, spiega il Ministero, “la malattia diventa più frequente nei bambini piccoli, ancora non vaccinati o che non hanno completato il ciclo vaccinale, e nei giovani adulti, nei quali la malattia si manifesta con un decorso più lungo e complicato”.

L’incontro è stato chiesto un mese fa dalla Commissione Oms per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita (WHO European Regional Verification Committee) per via dei dati italiani ancora incompleti. Il termine ultimo per eliminare morbillo e rosolia nella Regione europea è proprio la fine del 2015. “Mi congratulo per la disponibilità del Ministero e dell’ISS  – ha detto la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente della Commissione OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita e Presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici - e sono sicura che la Commissione Nazionale per l’eliminazione di morbillo e rosolia riuscirà presto portare a termine il lavoro richiesto. Il morbillo è una delle principali cause di morte in età pediatrica e adolescenziale nonostante sia disponibile un vaccino sicuro ed efficace e chiunque può essere infettato se suscettibile. Il morbillo, infatti, non colpisce solo i bambini: in media negli ultimi anni, il 40% circa dei casi in Europa si è verificato in persone di età superiore a 14 anni”.

La curva dei casi segnalati, secondo i dati Iss, è decrescente (dall’inizio del 2013 sono stati segnalati 3.943 casi di morbillo di cui 2.251 nel 2013, 1.680 nel 2014 e 12 nel 2015, mentre per la rosolia dall’inizio del 2013 sono stati segnalati 95 casi di cui 66 nel 2013, 28 nel 2014 e 1 nel 2015) ma il problema principale è rappresentato proprio da una copertura vaccinale non sufficiente a eliminare queste due malattie. Prosegue Esposito: “Nonostante la curva decrescente, nel nostro Paese le coperture vaccinali sulla prima dose si attestano intorno al 90% a fronte dell’obiettivo minimo del 95%, mentre quelle sulla seconda dose (introdotta nel 2005) non sono disponibili per tutto il Paese e nelle Regioni dove i dati sono stati raccolti risultano ben inferiori agli standard richiesti (meno dell’85% rispetto all’obiettivo del 95% anche per la seconda dose). In Italia, quindi, gli obiettivi di copertura vaccinale necessari per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita non sono stati ancora raggiunti”. Nella regione europea, nel 2014 e fino al 25 febbraio 2015, in sette paesi sono stati segnalati oltre 22 mila casi di morbillo: sono Kyrgyzstan, Bosnia ed Herzegovina, Federazione Russa, Georgia, Italia, Germania e Kazakhstan e l’Italia (con 1674 casi) è al quinto posto fra questi sette paesi col maggior numero di casi segnalati.

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