MISSIONE TARLO

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Le pulizie vi hanno fatto riscoprire quel mobiletto della nonna dimenticato da tempo? Magari un comodo baule che starebbe proprio bene in camera da letto? Gia’, ma cosa sono quei buchini? Tarli? Niente paura! Prima di abbandonare il campo di battaglia, cercate di conoscere il vostro nemico.
Innanzitutto chi e’ il Signor Tarlo? Si tratta di un nome comune che identifica diversi tipi di coleotteri ghiotti di legno! La femmina del tarlo depone le uova nelle fessure, nelle abrasioni e in generale in tutti i punti nascosti del mobile. Quando le uova si schiudono, le larve che ne fuoriescono cominciano a nutrirsi del legno scavando delle gallerie nel mobile.

Il ciclo di vita dell’insetto puo’ raggiungere anche i due, tre anni, terminati i quali il tarlo adulto esce all’esterno – infatti i forellini che vediamo sono quasi tutti fori d’uscita -, di solito in primavera o in autunno, si accoppia e, se femmina, depone le uova… e il ciclo ricomincia. Non pensiate che i tarli siano solo un ricordo dei tempi che furono; proprio le nostre case, ben riscaldate durante l’inverno, presentano un clima a loro piu’ favorevole.

Anche se non osservate forellini visibili ma trovare spesso della polverina sul mobile o sotto di esso, oppure se sentite degli strani rumorini, ebbene il tarlo e’ li’ ed e’ in piena attivita’. I fori invece non sono sempre indice della presenza dell’insetto. Come dicevamo questi sono fori d’uscita; osservateli bene. Se presentano bordi regolari e sono di colore chiaro, significa che sono recenti e che il tarlo e’ appena uscito e/o che nel legno ferve l’attivita’. I fori quindi si definiscono attivi. Se al contrario sono buchini dal bordo irregolare, di colore scuro, molto probabilmente l’ “inquilino” se n’e andato definitivamente e i fori sono passivi. In entrambi i casi occorre intervenire. Infatti anche se gli insetti non ci sono piu’ i fori – e di conseguenza le gallerie all’interno del legno! – possono diventare il nido di larve novelle.


In presenza di fori passivi e’ sufficiente munirsi di santa pazienza e, con l’apposito stucco a cera solido, chiudere tutti i fori.
Nel caso di fori attivi si opera in modo diverso in base al loro numero. Una premessa. Stiamo parlando di lavori manuali che richiedono cautela, soprattutto perche’ si opera con dei prodotti che possono macchiare/rovinare il legno e perche’ si tratta sempre di veleni. Prima di passare all’azione chiedete spiegazioni e consigli dove acquistate i prodotti antitarlo o a degli ‘esperti in materia’. Se i fori sono pochi occorrera’ iniettare con una siringa uno specifico antitarlo.

Si posiziona il mobile in orizzontale – in modo che le gallerie dei tarli siano invece in verticale – e s’inietta il liquido; l’operazione va ripetuta, a brevi intervalli, per 3 o 4 volte. Infine si chiude con lo stucco a cera. In presenza di tanti fori l’intervento e’ un po’ piu’ complicato. Si porta il mobile all’esterno e, lavorando sempre in orizzontale, si passa l’antitarlo con un pennello piatto e abbastanza largo. Attenzione! Ricordate sempre che avete a che fare con sostanze tossiche quindi: lavorate all’esterno ed utilizzate guanti e mascherina! Una volta spennellato l’antitarlo, si copre l’intero mobile – o solo la parte trattata – con dei teli di plastica e si chiude con del nastro adesivo: si deve sigillare con cura, eliminando del tutto il contatto con l’aria. Si lascia il mobile cosi’ impacchettato per una ventina di giorni, quindi, una volta eliminata la copertura, si lascia all’aperto per qualche giorno.
Ora il vostro baule e’ pronto per entrare in camera da letto!

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