Mondiali, Greenpeace denuncia: sostanze tossiche su scarpe e guantoni (contaminato anche il pallone ufficiale)

I Mondiali di calcio non sono ancora iniziati ed è già cartellino rosso per i marchi sportivi più famosi, da Adidas a Nike: in molti prodotti di merchandising ci sono sostanze chimiche pericolose. La denuncia è di Greenpeace: su 17 delle 21 scarpe da calcio e sulla metà dei guanti da portiere testati sono stati trovati perfluorocarburi (PFC) tra i più tossici. Addirittura il pallone ufficiale della Coppa del Mondo ‘Brazuca’ è risultato contaminato da nonilfenoletossilati (NPE) che, rilasciati nell’ambiente, degradano in nonilfenolo, ingrediente tossico per i pesci e altri organismi acquatici.

Nelle scarpe da calcio “Predator” di Adidas sono stati rilevati livelli di queste sostanze ben 14 volte superiori ai limiti stabiliti dalla stessa azienda. Nella classifica del “gioco sporco” per la concentrazione tossica, seguono le scarpe “Tiempo” prodotte dalla Nike su cui sono stati rilevati livelli di PFOA pari a  5,93 microgrammi per metro quadro. Un paio di guanti da portiere “Predator” di Adidas contenevano, livelli di PFOA superiori a quelli stabiliti dalla stessa azienda nella black-list delle sostanze tossiche!

Il pallone ufficiale della Coppa del Mondo ‘Brazuca’ è risultato invece contaminato da nonilfenoletossilati (NPE), una sostanza che, rilasciata nell’ambiente, degrada in nonilfenolo: un ingrediente tossico per i pesci e altri organismi acquatici.

Tutte le scarpe analizzate contenevano inoltre ftalati e dimetilformammide (DMF), e livelli elevati di ftalati (15 per cento) sono stati riscontrati nella stampa di una maglietta Adidas realizzata e venduta in Argentina e sul cinturino di un paio di guanti da Puma (6 per cento)  prodotti in Ucraina e venduti in Italia.

Insomma, nonostante i loro impegni per l’eliminazione delle sostanze tossiche dalle proprie filiere non possiamo che dare cartellino rosso ad aziende come Nike. Adidas e Puma.

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