Mutui: nuove regole internazionali spaventano le banche

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Il Comitato di Basilea studia un documento che potrebbe rendere più complicato l’accesso ai mutui. Abi reagisce

Il settore mutui rischia di subire un nuovo scossone. Le regole per le erogazioni potrebbero presto divenire più ferree, con effetti negativi su un mercato che già arranca e segna trend in negativo da ormai diversi anni. I consumatori hanno da tempo ridotto la propria domanda, le banche hanno irrigidito i criteri di erogazione, l’involuzione del comparto edile si è riflessa, infausta, anche su quello dei crediti; solo negli ultimi mesi vi sono stati piccoli segnali di ripresa. La rete ha tenuto a galla il settore durante una delle crisi più aspre e durature che si ricordino, permettendo ai cittadini di informarsi al meglio e di porre Mutuo Arancio e i suoi tassi a confronto con quelli di Barclays, Cariparma, ecc. Ma proprio ora che il mercato inizia, timidamente, a riprendersi, potrebbe arrivare la novità che vanifica il tutto. Mittente: Basilea.

Dal Comitato di Basilea un nuovo sistema di ponderazione rischio mutui

Il Comitato di Basilea – l’ente di vigilanza bancaria internazionale – sta discutendo un nuovo provvedimento che interessa il settore mutui, che mira a rendere più rigidi i criteri di erogazione dei prestiti finalizzati all’acquisto di un bene immobile. Il Comitato mira a minimizzare i rischi da parte delle banche penalizzando domande di finanziamento con un loan to value pari al 50-60%.

Implicazioni pratiche

Il loan to value indica la proporzione tra prestito e valore dell’immobile. Maggiore è il LTV e più ampia sarà la differenza tra valore dell’immobile per cui si richiede il finanziamento e l’importo del credito concesso dalla banca. Una soluzione che, in ultima analisi, penalizza i risparmiatori della fascia media, i quali raramente dispongono della possibilità di pagare in un’unica rata il 40-50% del valore dell’immobile. Inasprendo i criteri di concessione dei mutui, i privati si troverebbero a pagare finanziamenti più salati.

Parametro di riferimento è il DSCR (Debt Service coverage Ratio), che misura la capacità del richiedente del finanziamento di far fronte ai propri debiti. Un alto valore del DSCR implica maggiori possibilità di ottenere il finanziamento e interessi meno corposi. Con le modifiche al vaglio a Basilea, verrebbero previsti DSCR più contenuti per LTV compresi fra il 50 e il 60%; gli effetti preventivabili includono una maggior difficoltà di accesso ai mutui e costi di restituzione più salati.

Il commento di Abi

Proprio queste sono state le obiezioni mosse da Abi – Associazione bancaria italiana – la quale ha fatto notare come il provvedimento rischia di rivelarsi deleterio nei confronti dei risparmiatori europei, ma non solo. Il pericolo maggiore è che l’intero settore edile venga penalizzato dal provvedimento, con effetti a cascata sull’intero indotto, il quale include gli istituti di credito, il comparto arredamenti, quello delle agenzie immobiliari, ecc. Il braccio di ferro fra associazione e comitato potrebbe portare a stabilire aggravi sul costo dei mutui solo nel caso in cui il loan to value si attesti su valori prossimi all’80%. Ma la contesa è solo alle battute iniziali e potrebbe protrarsi nel tempo.

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