Norme di trasparenza sul credito al consumo, ecco cosa c’è da sapere

La normativa sul credito al consumo vincola le finanziarie a includere nel Taeg tutte le spese effettivamente addebitate per il rimborso di un prestito.

Se un lavoratore o un pensionato Inps vuole richiedere un prestito può informarsi sulle offerte di credito destinate a tali categorie di consumatori. Le banche infatti, hanno predisposto numerosi prodotti al fine di assecondare le esigenze più disparate. Una delle possibilità è informarsi sulla cessione del quinto dello stipendio presso una banca o una finanziaria, tenendo presente che ci sono delle condizioni da rispettare, sia per sé sia per l’istituto erogatore.

La normativa sul credito al consumo vincola le finanziarie a includere nel Taeg, ovvero l’indice sintetico di costo che racchiude tutte le spese effettivamente addebitate per il rimborso di un prestito. Dal 2011, infatti, sono in vigore le nuove norme di trasparenza e di tutela per quanto riguarda il credito al consumo. Quando sottoscriviamo un prestito, quindi, è bene conoscere i propri diritti e sapere interpretare le varie condizioni contrattuali. Ma facciamo un po’ di chiarezza su cos’è il credito al consumo.

Per credito al consumo intendiamo qualsiasi finanziamento, come ad esempio i prodotti di IBL Banca o quelli di Findomestic, con il quale un ente finanziatore si impegna a concedere un prestito di tipo finalizzato, personale o tramite appunto la formula di cessione del quinto di stipendio o pensione. Il contratto che lega banca e cliente deve rispettare certe condizioni per legge come ad esempio quelle legate al Taeg. Il Taeg, in sostanza, deve rappresentare il costo complessivo del finanziamento.

La percentuale di interesse applicata alle rate del prestito, quindi, dovrà includere l’interesse bancario semplice, le spese di istruttoria, i costi di apertura della pratica di credito al consumo, le eventuali spese di incasso delle rate, i vari costi di intermediazione, i costi di gestione del conto corrente per il pagamento delle rate (se previsto) e la spesa per l’assicurazione sul prestito che nel caso della cessione del quinto è obbligatoria.

Queste regole sono fissate per legge allo scopo di garantire l’adeguata trasparenza sui contratti e tutelare il consumatore. Oltre ai vincoli contrattuali, però, gli istituti finanziari sono tenuti anche a rispettare le norme di correttezza per quanto riguarda gli annunci pubblicitari. Molto spesso, in tv o in radio, si sente parlare di offerta di prestito a tasso zero (soprattutto per l’acquisto di automobili): bene questo può essere vero se si parla del Tan (il Tasso Annuo Nominale), ma non se si parla del Taeg che sicuramente sarà più alto.  

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