Ortensie: alcune linee guida per potatura e concimazione

ortensie

Siamo ormai in pieno inverno, anche se alcune tiepide giornate di sole ormai preludono un po’ alla primavera: le ortensie sembrano dormire profondamente, ma qua e là si cominciano ad intravedere impercettibili movimenti di risveglio.

E’ un buon momento, adesso, per riordinare i nostri cespugli adulti con una potatura di ripulitura e leggero rinnovo, ma anche per aiutarli con abbondanti concimazioni organiche per migliorare ed ammendare la struttura del terreno rendendola meno tenace e più facilmente esplorabile dagli apparati radicali.

POTATURA

In alcuni appassionati di giardinaggio l’impulso a potare è sempre molto forte e talvolta si compiono vistosi errori con le ortensie: in ogni caso non potare è sempre meglio che potare male! Se non potiamo per niente le nostre ortensie queste potrebbero espandersi troppo, assumere un aspetto un po’ disordinato, produrre fiori più piccoli ma, comunque, continueranno a crescere e a fiorire.

E’ solo quando un giardiniere inesperto e dalla forbice facile interviene che si può perdere buona parte della fioritura e anche rallentare lo sviluppo della pianta. Una potatura corretta, tuttavia, è utile per guidare la pianta in uno sviluppo armonico ed equilibrato.

I criteri che dovrebbero guidare un corretto intervento di potatura sono pochi e semplici.
Per quel che riguarda le H.macrophylla e H.serrata, che fioriscono sul legno dell’anno precedente, ci si limita ad una ripulitura del secco, alla eliminazione degli steli più deboli ed alla rimozione dei fiori secchi tagliando sopra l’ultima coppia di gemme, che sono quelle che porteranno i fiori nella stagione successiva: l’opinione comune è che il vecchio fiore non andrebbe tolto fino a primavera perché si pensa che esso protegga il nuovo germoglio; tuttavia le lacecap perdono quasi tutti i loro fiori con il gelo invernale….

E’ anche buona abitudine, nelle piante già di 5 o 6 anni di età, eliminare circa un terzo dei fusti tagliandoli a livello del suolo, scegliendo quelli più vecchi che generalmente sono più contorti e molto ramificati: questa potatura serve per promuovere il rinnovo graduale della pianta, per avere infiorescenze più grandi, per dare più luce ed aria all’interno, riducendo i rischi di attacchi da parassiti fungini..

Per quel che riguarda H.paniculata e H.arborescens, che fioriscono sul legno dello stesso anno, la potatura può essere più drastica: si taglieranno gli steli lasciando solo tre – quattro gemme dalla base ponendo le premesse per infiorescenze molto grandi.
Tutti gli interventi di potatura ora descritti vanno effettuati quando la pianta è in riposo vegetativo: il periodo migliore è febbraio-marzo.

Le rampicanti (H.petiolaris e H.seemani) invece richiedono una limitata potatura che serve più che altro a contenerne la crescita e tale intervento si può effettuare anche con la pianta in vegetazione come una potatura verde.
Per H.aspera ,H.involucrata e H.quercifolia si consigliano solo potature di riordino e contenimento da effettuare dopo la fioritura.

CONCIMAZIONE

Il periodo migliore per la concimazione organica è gennaio–febbraio, prima che le piante entrino in vegetazione, perché l’effetto fertilizzante non è immediato; si consiglia di interrare il composto con una zappatura leggera, per creare un contatto più intimo fra la sostanza organica ed il suolo che contiene la microflora responsabile dei processi di decomposizione e mineralizzazione indispensabili per trasformarla in elementi nutritivi utilizzabili dalla pianta: per esempio  l’azoto, contenuto prevalentemente nella sostanza organica sotto forma di proteine, non assorbibili dalle radici per le loro notevoli dimensioni, viene trasformato da particolari batteri presenti nel suolo in una forma minerale più semplice, quella nitrica o ammoniacale, che invece la pianta riesce ad assorbire.

Consigliamo comunque anche una concimazione chimica ad inizio vegetazione per soddisfare più prontamente gli alti fabbisogni nutrizionali della pianta in questa fase di rapido accrescimento: questo consiglio vale sia per le piante in vaso che quelle in terra. Un buon prodotto dalle caratteristiche interessanti è Osmocote, un concime in forma granulare che ha il pregio di rilasciare gradualmente durante la stagione vegetativa gli elementi nutritivi, riducendo le perdite per dilavamento, diluendo nel tempo l’effetto fertilizzante, limitando i rischi di bruciatura dell’apparato radicale per eccesso di dosaggio e riducendo drasticamente il numero delle somministrazioni (ne basta una a primavera che garantisce sei mesi di rilascio!!). In commercio esiste anche una formulazione particolarmente indicata per le ortensie.
Si consiglia di non concimare a fine estate, quando la pianta indurisce e lignifica la vegetazione che ha prodotto nell’anno e si prepara ad entrare in dormienza per superare indenne i rigori dell’inverno: questo apporto nutritivo potrebbe rallentare questi processi e dare nuovo stimolo ad una ripresa vegetativa esponendo la vegetazione non sufficientemente indurita ai primi freddi autunnali.

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