Osservatorio: costi dell’energia elettrica, Italia ed Europa a confronto

 

Il mercato dell’energia è una vera giungla di offerte, promozioni e operatori diversi tutti in feroce concorrenza tra di loro; inutile ricordare che il consumatore ha il dovere di sfruttare questa concorrenza a proprio vantaggio, attivandosi per scegliere la tariffa sull’energia elettrica più vantaggiosa. Questo permetterà all’utente consapevole di risparmiare molto sul prezzo dell’energia elettrica, attendendo magari che la totale liberalizzazione del mercato europeo dell’energia gli porti ulteriori vantaggi economici.

Quando studi di vari tipo mettono l’Italia a confronto con gli altri paesi europei, nonostante spesso queste comparazioni ci vedano in inferiorità o debolezza rispetto alle altre nazioni, si possono comunque ricavare interessanti elementi su cui riflettere; l’analisi di questi dati, inoltre, potrebbe insegnarci anche quali manovre, fatte da altri prima di noi, potrebbe portarci benefici. Saranno le statistiche dell’Eurostat, in questo caso, a suggerirci degli interventi che consentirebbero una riduzione del prezzo dell’energia elettrica.

 

Il primo elemento interessante che possiamo ricavare dalle statistiche dell’Eurostat riguarda la struttura dei prezzi dell’energia elettrica: essi infatti tendono ad aumentare con il crescere delle classi di consumo. Semplicemente, più un utente utilizza l’energia elettrica più paga. Quello che appare un ragionamento assolutamente condivisibile non è però totalmente accettato nel resto d’Europa. Tutti gli altri paesi, infatti, non disincentivano i consumi più elevati, nel tentativo di spingere gli utenti a consumare meno e risparmiare.

 

Negli altri paesei europei, infatti, si segue la logica economica, più comune in altri ambiti, del più acquisti meno spendi; la differenza sembra però che possa resistere ancora per poco, dal momento che anche in Italia pare che si stia ripensando alla struttura dei prezzi dell’energia elettrica tradizionalmente usata. Perché tuttavia in Europa ci si comporta diversamente? La scelta deriva da una valutazione tecnologica. Un esempio al riguardo chiarirà immediatamente la questione.

 

L’installazione di strumenti come le pompe di calore per il caldo e il freddo porta a un aumento dei consumi elettrici, ma, grazie alla grande efficienza, questi dispositivi compenserebbero con risparmi assai più consistenti sul fronte del consumo del gas. Tuttavia per essere veramente convenienti le pompe di calore dovrebbero godere di prezzi sull’energia elettrica bassi anche nel caso ci fosse un aumento del consumo di elettricità, come accade appunto nel resto d’Europa. Altre sono però le sorprese che emergono dai dai Eurostat: una particolarente positiva riguarda il fatto che, nella fascia fino a 2.500 kilowattora di consumo, quella tipica delle famiglie, gli italiani pagano meno rispetto ai maggiori Paesi europei. Un terzo dato sorprendente riguarda la fascia di consumi tra 2.100-2.200 kwh: in questo range si trovano il 60% delle famiglie italiane, mentre al di sopra dei 5 mila kwh il numero è molto inferiore.

 

Interessante è anche il caso francese; grazie all’energia nucleare la Francia ha i prezzi dell’energia elettrica tendenzialmente più bassi rispetto ai maggiori paesi: sono infatti le centrali nucleari a produrre quasi l’80% dell’energia elettrica consumata oltralpe. Dal prezzo più basso deriva un uso di gran lunga superiore: le famiglie francesi, infatti, sono quelle che consumano più elettricità di tutte quelle degli altri paesi.

Condividi questo articolo