Pompelmo: coltivare la salute

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Piante da frutto: Pompelmo

Nome scientifico: Citrus paradisi

 

 

La pianta: albero molto vigoroso, alto fino a 12 m e larga fino a 9 m, con vigorose e profonde radici fittonanti, forma tondeggiante e fogliame denso.
Le foglie sempreverdi sono grandi (fino a 15 cm di lunghezza), ovate e di colore verde scuro, con picciolo alato e una spina flessibile all’ascella.
I fiori sono grandi (fino a 3 cm di diametro), bianchi, solitari o riuniti (anche 20) in infiorescenze ascellari (da cui deriva il nome inglese di “grapefruit“, frutti riuniti in grappoli).
I frutti sono bacche chiamate “esperidi”, grosse (fino a 2 kg di peso), tondeggianti, con buccia giallo chiaro o color salmone in base alle varietà, e albedo bianca e spugnosa molto consistente.
La polpa, costituita da 11-14 spicchi, è succosa, amarognola-acidula, gialla o rosa-rosso a seconda della varietà. I semi sono bianchi. I frutti sono destinati al consumo fresco (i più piccoli) o all’industria per la produzione di succhi (i più grossi).

 

 

La raccolta: la produzione incomincia dopo il quarto anno di vita. La maturazione avviene tra gennaio e marzo per le varietà con semi, mentre le apirene prolungano la raccolta fino a maggio. I frutti si staccano tagliando con le cesoie il picciolo in modo da mantenere attaccata la rosetta. Si conservano al buio e al fresco in cassette di legno o di plastica per 3-4 settimane.

 

 

Le varietà: le cultivar industriali si classificano in base a epoca di maturazione (precoci, medie e tardive), colore della polpa (chiara o pigmentata), e presenza di semi (con semi, idonee per l’industria, o apirene, adatte al consumo fresco).
Fra le più diffuse ricordiamo le apirene Marsh (a polpa chiara), Redblush, Star Ruby, Thomson o Pink Marsh, Flame, Rio Red, Foster e McCarty, tutte a polpa pigmentata; mentre Duncan, a polpa chiara, è ricca di semi e resiste alle basse temperature. Per una coltivazione amatoriale, anche in vaso, sono indicate Marsh, Duncan, Pink Marsh, Royal, Sotchi, Poorman, Sunrise e Star Ruby.

 

 

I portainnesti: i migliori sono l’arancio amaro, il citrange, l’arancio trifogliato e il Flying Dragon. L’arancio amaro (Citrus aurantium) offre una buona adattabilità a diversi tipi di suolo, un buon vigore e una discreta longevità; resiste anche a temperature rigide, alla gommosi del colletto e ai marciumi radicali, ma è sensibile al mal secco e alla tristeza.

 

Il citrange (Citrus sinensis x Poncirus trifoliata, tipi Troyer, Carrixo, C35) dalle approfondite richiede terreni sciolti, resiste ai nematodi, offre una media vigoria, una discreta produttività e una buona qualità.

 

L’arancio trifogliato (Poncirus trifoliata) è utile su terreni compatti, ma non calcarei, resiste al gelo e alle malattie tranne che al virus dell’exocortite; garantisce una buona produttività.

 

Flying Dragon (Poncirus trifoliataMonstruosa’) viene utile per l’effetto nanizzante ed è idoneo per piante da coltivare in vaso. Resiste al freddo, a diverse malattie fungine e virali, tranne l’exocortite.

 

 

La coltivazione: necessita di un clima caldo, quasi subtropicale, con temperature ideali tra 20 e 28 °C (entra in riposo a 7 °C e soffre già a 5 °C), un’esposizione ben soleggiata e una posizione riparata dai venti. Predilige i terreni sciolti, di medio impasto, profondi, molto fertili, con un buon drenaggio e ricchi di sostanza organica; non sopporta quelli compatti e calcarei.
La messa a dimora si effettua in inverno, con distanza di 6 m sulla fila e 5 m tra le file; nella buca va posto abbondante concime chimico ternario NPK. L’irrigazione è indispensabile dall’allegagione fino allo sviluppo completo dei frutti. Anche la concimazione è fondamentale: oltre agli apporti annuali di concime organico in autunno e concime chimico per agrumi in primavera, sono necessarie concimazioni fogliari da maggio a ottobre. Si innesta a corona.

 

 

La forma di allevamento: quella naturale dell’albero è a globo, ed è anche quella utilizzata dagli agrumicoltori professionisti, perché richiede pochissimi interventi cesori e offre una buona produzione di frutti.

 

 

La potatura: leggeri interventi cesori servono ogni anno a fine inverno per ridurre l’alternanza di produzione. Si diradano i rami misti per favorire l’arieggiamento della chioma, e si eliminano i succhioni al piede dell’albero, i rami rotti, secchi o malati.

 

 

Le stagioni: viene coltivato in piena terra in Sicilia, Calabria, Campania e sulla Riviera ligure di Ponente. Nelle altre zone va allevato in vaso da ricoverare in veranda o in una stanza fresca tra ottobre e aprile.

 

 

In vaso: le piante su portainnesto nanizzante, create apposta per la vita in vaso, possono vivere per qualche decina d’anni, con l’accortezza di ripararle d’inverno, e annaffiarle e concimarle molto d’estate.

 

 

Le malattie e i parassiti: fra le malattie fungine le più temibili sono il mal secco e la gommosi del tronco. Tra gli insetti vanno controllati il tripide degli agrumi, la cocciniglia cotonosa-solcata, il cotonello, la cocciniglia mezzo grano di pepe e altri tipi di cocciniglie, la tignola della zagara. Molto importanti sono poi le parassitosi da acari, come l’acaro rugginoso e i ragnetti rossi. Tra le virosi si ricordano l’exocortite e la tristeza.

 

Curiosità: originario delle Barbados (uno dei pochi agrumi non proveniente dall’Asia), secondo alcuni autori, è un ibrido naturale tra Citrus maxima (pomelo) e Citrus sinensis (arancio dolce); secondo altri è una mutazione del pomelo. Arrivò in Florida alla metà dell’800 e in Italia alla fine degli anni 60.

Fonte: www.giardinaggioweb.net/posts/8329-pompelmo-coltivare-la-salute

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