Povertà, Istat: a rischio oltre una persona su quattro

Oltre una persona su quattro in Italia è a rischio povertà. Oltre il 12% non può permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni, quasi la metà non può concedersi una settimana di ferie l’anno fuori casa e oltre il 38% non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 800 euro. La situazione di grave deprivazione in cui versano le famiglie italiane sembra in leggerissimo miglioramento rispetto al passato ma i dati non sono certo rassicuranti: la povertà morde, eccome.

La fotografia restituita oggi dall’Istat dice che nel l 2014 si attesta al 28,3% la stima delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale residenti in Italia. L’indicatore corrisponde alla quota di popolazione che sperimenta almeno una delle seguenti condizioni: rischio di povertà (calcolato sui redditi 2013), grave deprivazione materiale e bassa intensità di lavoro. Spiega l’Istat: “Nel 2014 le persone a rischio di povertà sono stimate pari al 19,4%, quelle che vivono in famiglie gravemente deprivate l’11,6%, mentre le persone appartenenti a famiglie dove l’intensità lavorativa è bassa rappresentano il 12,1%”. Il rischio di povertà e di esclusione sociale è stabile rispetto al 2013 e per il secondo anno di seguito, aggiunge l’Istat, “il calo della grave deprivazione è determinato dal fatto che scendono le quote di individui in famiglie che, se lo volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 13,9% al 12,6%), una settimana di ferie all’anno lontano da casa (dal 51,0% al 49,5%) o una spesa imprevista pari a 800 euro (dal 40,2% al 38,8%)”. Si tratta di una situazione in ogni caso preoccupante e che si aggrava in alcune aree del paese e per alcune famiglie: rimane ancora molto grave la condizione dei genitori soli e delle famiglie numerose con almeno tre minori. C’è poi una forte disuguaglianza sociale: il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia percepisce il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta solo il 7,7%.

“L’Istat rivela oggi una situazione drammatica relativa alla povertà in Italia”, dicono di fronte a questi dati Federconsumatori e Adusbef, sottolinando che “emerge un quadro ancora sconfortante sulle condizioni economiche in cui si trovano le famiglie nel nostro Paese. Se a ciò aggiungiamo le enormi rinunce e sacrifici che le famiglie stanno facendo (dal 2008 consumi alimentari -11%, quelli relativi a salute e cure -28,8%) si percepisce chiaramente come la situazione sia ancora estremamente allarmante”.

I dati sono stati diffusi riferendosi a un miglioramento degli indicatori di grave deprivazione delle famiglie. “Dopo il picco toccato nel 2012, questi indici sono migliorati sia nel 2013 che nel 2014. Il problema è che restano dati da Terzo Mondo, inaccettabili per un Paese che vuole definirsi civile”, denuncia Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Peggiora, addirittura, il dato di chi ha arretrati per il mutuo, l’affitto e le bollette, salendo al 14,3%, un record – ha proseguito Dona – Inoltre, il fatto che quasi il 50% degli italiani, il 49,5%, non possa permettersi di andare in ferie per una settimana, per quanto nel 2013 la percentuale fosse al 51%, vuol dire, comunque, che stiamo peggio rispetto al Dopoguerra, quando anche le famiglie di operai, in agosto, con la chiusura delle fabbriche, potevano tornare nel loro paese d’origine e passare le vacanze con i parenti. Il dato sull’arretrato delle bollette dimostra che è urgente abbassare le tasse su luce e gas e consentire alle famiglie di poter detrarre l’affitto dell’abitazione, almeno per un importo pari a quello oggi permesso a chi sta acquistando l’abitazione”, ha aggiunto Dona.

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